Un mezzo secolo di caldo crescente in provincia di Latina
Il report "Città più calde del Lazio" elaborato da Legambiente su dati dell'archivio ilmeteo.it segnala per la provincia di Latina aumenti delle temperature medie estive notevoli negli ultimi 50 anni. In particolare, Latina registra un incremento di oltre 5,5°C se si confrontano i valori del giugno 1975 con quelli del giugno 2025.
I numeri più evidenti emergono dall'analisi delle medie delle 24 ore nei mesi estivi (giugno, luglio, agosto e settembre) per i 20 comuni più popolosi del Lazio, con una lettura decennale che permette di valutare l'andamento climatico dal 1975 al 2025. Lo studio include, per la provincia pontina, i territori di Latina, Aprilia, Terracina e Fondi.
Cosa è cambiato per i cittadini di Latina
- Giugno: a Latina la media è passata da 21,7°C nel 1975 a 27,3°C nel 2025.
- Luglio e agosto: gli incrementi sono più contenuti rispetto a giugno, dell'ordine di circa 3°C nei trend decennali segnalati.
- Comuni limitrofi: Aprilia, Terracina e Fondi mostrano aumenti simili, con Terracina e Fondi che nel mese di giugno registrano incrementi prossimi ai 6°C in 50 anni.
Questi cambiamenti non sono solo numeri: si traducono in più giorni di calore intenso, notti meno rinfrescanti e maggiori esigenze di adattamento per i servizi urbani, la salute pubblica e l'economia locale, in particolare per l'agricoltura e il turismo balneare.
Dati essenziali del report
| Località | Var. media giugno (1975→2025) |
|---|---|
| Latina | +5,6°C (da 21,7°C a 27,3°C) |
| Terracina | ~+6°C (mese di giugno) |
| Fondi | ~+6°C (mese di giugno) |
Lo studio propone anche una lettura degli ultimi 10 anni (2016-2026) prendendo come riferimento il solo mese di giugno: in questa finestra temporale emergono aumenti medi più contenuti ma comunque significativi nelle città analizzate, e alcune località come Guidonia Montecelio risultano tra le più calde del Lazio.
Conseguenze locali e priorità di intervento
Per la provincia di Latina gli effetti concreti sono molteplici. I servizi sanitari e le strutture per anziani devono fare i conti con ondate di calore più frequenti; aumentano le esigenze energetiche per rinfrescamento, con ricadute sui costi e sulla rete elettrica locale; in agricoltura si accentuano stress idrici e rischi per colture sensibili alle alte temperature; infine cresce il rischio incendi e la pressione sui servizi di protezione civile durante l'estate.
Le istituzioni locali e le aziende del territorio dovranno considerare questi dati nella programmazione di misure di adattamento: piani di raffrescamento urbano, gestione delle risorse idriche, campagne di informazione per i cittadini e interventi sul verde pubblico per mitigare l'isola di calore urbana.
Il report di Legambiente, basato su una serie storica di dati, fornisce così una fotografia utile per comprendere la traiettoria climatica locale e orientare le politiche pubbliche e le scelte dei cittadini negli anni a venire.