Nuovo modello territoriale pronto entro l’estate
L’ULSS 9 Scaligera ha completato la parte edilizia delle 20 Case di Comunità destinate a rafforzare l’assistenza territoriale nel veronese. Il progetto, sostenuto da un finanziamento di 42 milioni di euro provenienti dal PNRR, è stato condotto rispettando le scadenze previste e punta a mettere a disposizione dei cittadini strutture e servizi collegati più vicini al luogo di vita.
La programmazione prevede l'attivazione operativa delle strutture entro il 30 giugno e la piena operatività generalizzata dopo l’estate. Le Case di Comunità sono concepite come nodi di un sistema che deve rispondere in modo integrato ai bisogni di salute quotidiani senza indirizzare tutto verso l’ospedale.
Distribuzione sul territorio e utenza interessata
Le nuove sedi sono state distribuite capillarmente tra capoluogo e provincia, per coprire tanto le aree urbane quanto i comuni più periferici. L'insieme delle strutture coprirà un bacino di circa 928.000 abitanti, secondo i dati dell’ULSS.
- In città: via Poloni, via del Capitel, via Campania e Marzana.
- In provincia: San Giovanni Lupatoto, Montecchia, Tregnago, Colognola ai Colli, San Bonifacio, Cologna Veneta, Zevio, Cerea, Nogara, Legnago, Bovolone, Caprino, Bussolengo, Villafranca, Valeggio sul Mincio e Isola della Scala.
«Le Case di Comunità saranno il cardine di un vero e proprio cambio di paradigma – dichiara il Direttore Generale dell’ULSS 9, Pietro Girardi.»
Secondo la governance locale queste strutture dovranno funzionare come centri dove diversi professionisti cooperano: medici di medicina generale, pediatri, specialisti e assistenti sociali sono chiamati a formare équipe multiprofessionali. L’obiettivo implicito è offrire percorsi integrati e continui di cura, evitando frammentazione e ritardi nell’accesso alle prestazioni.
Quadro normativo e risorse
Il progetto delle Case di Comunità si inserisce nel modello organizzativo nazionale sancito dal Decreto Ministeriale 77/2022, che orienta la trasformazione dei servizi sanitari verso reti di prossimità. Il finanziamento PNRR di 42 milioni ha coperto gli interventi edilizi e le infrastrutture necessarie per attivare le sedi previste sull’intero territorio dell’ULSS 9.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Strutture previste | 20 |
| Fondi PNRR | 42 milioni € |
| Bacino di utenza | circa 928.000 abitanti |
Impatto per i cittadini e prossimi passaggi
Per gli abitanti della provincia la novità concreta è la possibilità di accedere a prestazioni e servizi sanitari più prossimi al domicilio: visite, consulenze multidisciplinari e supporto sociale coordinato. Resta da definire, nei dettagli operativi, l’organizzazione degli orari, le modalità di accesso (prenotazioni, accesso diretto) e la progressiva integrazione con i servizi ospedalieri e la rete del territorio.
Il coordinamento tra amministrazione sanitaria e medici di medicina generale è indicato come elemento centrale per il buon funzionamento del sistema. L’avvio dell’attività nelle sedi completate rappresenta il primo passo; nei prossimi mesi sarà possibile valutare la ricaduta sui tempi di attesa e sulla continuità delle cure, indicatori chiave per misurare il successo della riorganizzazione.
Per i cittadini interessati, l’ULSS pubblicherà aggiornamenti operativi su orari e servizi attivati in ciascuna sede: sarà importante consultare i canali istituzionali per conoscere le modalità di accesso e i contatti delle singole Case di Comunità.