Numeri in lieve riduzione, preoccupazione per il futuro dell'assistenza domiciliare
I dati Inps relativi al 2025 mostrano per la provincia di Piacenza una prima inversione di tendenza nel lungo periodo delle lavoratrici domestiche regolari: le assistenti familiari con contratto risultano essere 2.475, in calo rispetto al picco di 2.517 registrato nel 2024, pari a una flessione del 1,7%. Dopo un quinquennio di crescita modesta, lo scenario solleva preoccupazioni tra le organizzazioni sindacali territoriali.
Secondo la Cisl provinciale, la diminuzione potrebbe non limitarsi a una variazione annuale, ma rappresentare l'inizio di una dinamica più ampia, legata anche al progressivo invecchiamento della forza lavoro che opera nel settore dell'assistenza familiare.
"Se non interverranno mutamenti sostanziali nelle politiche di reclutamento internazionale – come l’efficacia dei canali speciali del Decreto Flussi – o incentivi fiscali per l’emersione del lavoro nero, il numero di badanti regolari nella nostra provincia potrebbe subire una diminuzione quasi verticale"
La preoccupazione espressa da Michele Vaghini, segretario generale della Cisl territoriale, riguarda direttamente la capacità delle famiglie piacentine di garantire assistenza adeguata soprattutto agli over 80, una fascia di popolazione in aumento. Il possibile effetto finale sarebbe un peggioramento del rapporto tra domanda di cura e offerta di assistenza regolare.
Impatto sul welfare familiare e sui bilanci delle famiglie
La sindacalista sottolinea come la diminuzione delle badanti regolari e l'aumento dell'età media delle stesse si traducano in un progressivo deterioramento del cosiddetto "welfare familiare". Le famiglie potrebbero trovarsi costrette a sostenere maggiori oneri economici e organizzativi, con ricadute anche sui servizi sanitari locali.
- Ricadute economiche: maggiori spese a carico dei nuclei familiari per reperire assistenza;
- Effetti sul lavoro nero: rischio di aumento dell'impiego non regolare in assenza di incentivi all'emersione;
- Pressione sui servizi: possibile incremento della domanda di servizi pubblici di assistenza e di cura domiciliare.
Gli andamenti storici nel confronto con Parma
Analizzando la serie storica Inps 2016-2025 emergono trend diversi nei territori limitrofi: la provincia di Piacenza, pur con la recente flessione, aveva mostrato fino al 2024 una tenuta migliore rispetto ad altre province emiliane. Un rapido riepilogo dei dati principali:
| Anno | Piacenza (badanti regolari) | Parma (confronto) |
|---|---|---|
| 2016 | 2.289 | — |
| 2019 | 2.262 | — |
| 2020 | 2.405 | — |
| 2021 | — | 4.128 |
| 2024 | 2.517 | — |
| 2025 | 2.475 | 3.641 |
Nel confronto con Parma, la provincia piacentina aveva sinora mostrato una stabilità relativa; il calo registrato quest'anno, tuttavia, riaccende l'attenzione sulle politiche locali e nazionali necessarie per sostenere il settore.
Quali interventi possibili
La Cisl indica alcune direttrici di intervento che potrebbero contribuire a mitigare il rischio di contrazione dell'offerta di badanti regolari:
- rafforzamento dei canali ufficiali di reclutamento internazionale, inclusi i meccanismi del Decreto Flussi;
- incentivi fiscali e misure per favorire l'emersione del lavoro nero;
- programmi di formazione e inserimento per giovani e lavoratori locali interessati al settore dell'assistenza.
Per le famiglie della provincia la questione non è astratta: riguarda la disponibilità di cure quotidiane per anziani fragili e il peso economico che queste cure possono comportare. I dati Inps 2025 segnano quindi non solo una variazione statistica, ma un monito per le amministrazioni e gli stakeholder locali a predisporre risposte strutturate e tempestive.