Accordo sul Brugneto: mediazione su quantità e tutela delle riserve
Proseguono le trattative tra Regione Liguria e Regione Emilia-Romagna sulla gestione delle erogazioni dal serbatoio del Brugneto, situato nel Comune di Torriglia in Val Trebbia. Sul tavolo c'è la definizione del nuovo protocollo che dovrà sostituire la precedente concessione scaduta nel 2024 e stabilire criteri certi per i rilasci a favore delle esigenze agricole dell'area piacentina.
I numeri al centro della vertenza sono chiari: in passato la concessione prevedeva per Piacenza una cessione annua di 2,5 milioni di metri cubi, mentre nei fatti, negli ultimi dieci anni, la Liguria ha spesso ceduto intorno a 4 milioni di metri cubi all'anno. La controparte emiliana, secondo quanto riferito dalle parti coinvolte, ha chiesto di portare la quota fino a 8 milioni, una richiesta giudicata eccessiva dalla Giunta ligure e dai gestori dell'invaso.
Lo stato attuale dell'invaso è un elemento determinante nella valutazione delle disponibilità: il Brugneto ospita circa 18 milioni di metri cubi d'acqua su una capienza totale di 25 milioni. Se si prende in considerazione l'insieme dei bacini che servono il territorio genovese, la capienza massima è stimata attorno a 40 milioni di metri cubi, mentre le riserve attuali ammontano a circa 28 milioni.
La clausola "salva acqua": come dovrebbe funzionare
Per superare lo stallo le Regioni stanno pensando di inserire nel nuovo accordo una cosiddetta "clausola salva acqua". Si tratterebbe di una soglia minima di riserva sotto la quale il Brugneto non potrebbe più cedere acqua verso altre regioni, tutelando così il fabbisogno idrico del genovesato in situazioni di ridotta disponibilità.
La soglia non è ancora definita: la sua determinazione è demandata all'Autorità di bacino distrettuale del Po insieme al gestore dell'impianto, attualmente Iren. Il valore andrà quindi calcolato sulla base di monitoraggi tecnici e criteri condivisi, e sarà inserito formalmente nel testo dell'accordo.
- Quantità oggi in discussione: consolidamento intorno a 4 milioni di m3 per Piacenza.
- Richiesta emiliana: fino a 8 milioni di m3, giudicata elevata dalla Liguria.
- Ruolo tecnico decisivo: Autorità di bacino del Po e gestore Iren per definire la soglia minima.
Impatto sul territorio e prossimi passi
Per i Comuni serviti dall'invaso del Brugneto la definizione del nuovo accordo è cruciale: da un lato garantirebbe certezze per l'uso agricolo a valle dell'Appennino, dall'altro metterebbe paletti per scongiurare deficit idrici nel genovesato. La clausola proposta può infatti rappresentare uno strumento di bilanciamento fra esigenze differenti, vincolando i rilasci a condizioni tecnico‑oggettive legate alle scorte disponibili.
Le decisioni dovranno fare i conti con la situazione idrologica generale: l'ultimo monitoraggio Ispra indicato nelle interlocuzioni segnala condizioni di normalità nell'Appennino settentrionale ma uno stato di severità media per il distretto del Po. Sarà quindi importante che i parametri della clausola tengano conto sia delle esigenze locali sia delle pressioni esterne dovute a eventi climatici e all'utilizzo agricolo a valle.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Capacità Brugneto | 25 milioni m3 |
| Riserve attuali Brugneto | circa 18 milioni m3 |
| Capacità totale bacini genovesi | circa 40 milioni m3 |
| Riserve attuali bacini genovesi | circa 28 milioni m3 |
| Quota storica ceduta a Piacenza | circa 4 milioni m3/anno |
| Quota concessa in passato | 2,5 milioni m3/anno |
Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori incontri tecnici tra rappresentanti regionali, Autorità di bacino e Iren per tradurre in numeri e regole la proposta della clausola. Se verrà confermata la linea descritta, il nuovo accordo dovrebbe formalizzare la cessione di circa 4 milioni di metri cubi a favore di Piacenza, riservando però margini di intervento legati allo stato delle scorte e al provvedimento di salvaguardia concordato con il gestore.
Per i cittadini della provincia di Genova, e in particolare per i Comuni dell'entroterra serviti dagli invasi, la posta in gioco riguarda la garanzia di approvvigionamento idrico nei mesi critici e la gestione condivisa delle risorse transfrontaliere tra bacini appenninici e la pianura padana.