Richiesta di dati e chiarezza sul futuro del bacino
I sindaci dei comuni della Val Trebbia hanno sottoscritto una nota con cui sollecitano che il confronto sulla nuova convenzione relativa alla diga del Brugneto si fondi su elementi tecnici aggiornati, trasparenti e verificabili. La presa di posizione arriva all'indomani di un sopralluogo promosso dalla sindaca di Piacenza e sostenuto dalle amministrazioni della valle, con l'obiettivo di esaminare direttamente la situazione dell'opera e definire una posizione condivisa del territorio.
"Il documento non mette in discussione la priorità dell'approvvigionamento idropotabile della città di Genova"
La nota sottolinea però che, a oltre trent'anni dall'accordo in vigore, lo scenario è profondamente mutato e che le scelte pubbliche devono essere prese "con i numeri alla mano". I firmatari ribadiscono il rispetto dei ruoli istituzionali — la competenza sui negoziati è delle Regioni Emilia-Romagna e Liguria — ma chiedono al contempo accesso alla documentazione necessaria per valutare l'equilibrio tra le diverse esigenze che la convenzione dovrà disciplinare.
Quali sono le richieste concrete dei Comuni
- Accesso a dati aggiornati sullo stato della diga e sulla gestione delle risorse idriche;
- Trasparenza sulle informazioni tecniche e ambientali utili a valutare gli impatti sul fiume Trebbia e sulle attività agricole;
- Coinvolgimento informativo e confronto chiaro sul bilanciamento tra approvvigionamento urbano e tutela del territorio vallivo.
I sindaci precisano di non chiedere privilegi o trattamenti di favore, ma condizioni che permettano una valutazione obiettiva delle scelte, anche alla luce di possibili cambiamenti climatici, esigenze agricole e vincoli ambientali. Al momento, tuttavia, affermano che i dati non sono accessibili, rendendo difficile un giudizio completo sull'adeguatezza dell'accordo vigente.
Impatto locale e prossimi passi
Per i residenti della Val Trebbia e per le imprese agricole della zona la partita riguarda l'equilibrio tra l'uso della risorsa idrica a fini potabili — essenziale per la città di Genova — e la necessità di preservare il corso d'acqua e gli ecosistemi collegati. Il richiamo all'uso di informazioni verificabili punta a evitare che decisioni gestionali possano avere effetti negativi non valutati sul territorio vallivo.
I tavoli di trattativa, formalmente competenza regionale, sono dunque al centro dell'attenzione. La richiesta dei sindaci è che, prima di procedere alla definizione della nuova convenzione, siano resi disponibili documenti e dati tecnici che consentano a tutti i soggetti interessati — direttamente o indirettamente — di comprendere le conseguenze delle scelte e di partecipare al confronto con cognizione di causa.
| Elemento richiesto | Finalità |
|---|---|
| Dati aggiornati sulla diga | Valutare capacità, disponibilità idrica e rischio operativo |
| Informazioni ambientali | Stimare impatti sul fiume Trebbia e sull'agricoltura |
| Procedure di consultazione | Garantire trasparenza e confronto istituzionale |
Per i cittadini della provincia genovese la questione resta sensibile: la diga del Brugneto è una delle fonti da cui attinge acqua per la città, ma la definizione della nuova convenzione avrà ripercussioni oltre il piano idrico, toccando aspetti agricoli, paesaggistici e di tutela ambientale nella Val Trebbia. Le amministrazioni locali chiedono che il confronto si apra sul terreno dei fatti e dei numeri, così da poter trovare soluzioni equilibrate che rispettino le priorità di legge e le esigenze del territorio.