Crisi del diportismo e cantieristica: l'allarme del Comitato 1112
Una catena di fattori amministrativi ed economici sta mettendo a rischio la tenuta del comparto nautico nell'area dello Stretto di Messina, con effetti che si ripercuotono dall'entroterra fino alla costa. A sollevare il problema è Futuro Nazionale Comitato 1112 Reggio Calabria, che, attraverso il referente cittadino Tito Galtieri, parla di una situazione ormai insostenibile per le micro-imprese locali.
Secondo il Comitato, a pesare sul tessuto produttivo sarebbero tre elementi principali: una pressione fiscale locale ritenuta eccessiva, tariffe comunali per l'occupazione di suolo pubblico definite «fuori mercato» e la paralisi operativa dei porti turistici dell'area, con conseguente blocco dei cantieri nautici.
«Chi fa impresa oggi sul nostro territorio compie un atto di eroismo civile, ma è lasciato completamente solo di fronte a costi fissi esagerati e tariffe comunali per il suolo pubblico ormai fuori mercato»
La denuncia si concentra anche sulla gestione degli approdi e delle strutture portuali: il Comitato mette in relazione i ritardi amministrativi dell'amministrazione comunale con le difficoltà gestionali imputate a operatori privati, citando esplicitamente la situazione che ha riguardato il porto di Villa San Giovanni e criticando i tempi e le modalità di intervento di Marina del Sud. Nel racconto delle tensioni locali emergono inoltre i contrasti politici tra la sindaca Giusy Caminiti e l'ex sindaco Giovanni Siclari, fatti che il Comitato interpreta come indice di una gestione non lineare della questione.
Impatto pratico sull'economia locale
La conseguenza più immediata denunciata è il blocco delle attività cantieristiche: barche ferme, varo impedito e un indotto economico che si arresta. Secondo la ricostruzione del Comitato, la riduzione dell'offerta di gestori attivi favorisce aumenti dei prezzi e speculazioni, con ricadute sui diportisti e sulle attività collegate (fornitori, manutenzione, servizi logistici).
- Cantieri nautici: impossibilitati a varare le imbarcazioni dei clienti;
- Porti turistici: funzionamento a singhiozzo o chiusure parziali;
- Indotto: ricadute negative su fornitori e attività del settore turistico-nautico.
Per il Comitato 1112 la situazione richiede interventi strutturali che rompano la logica dei monopoli nella gestione portuale e rilancino uno sviluppo orientato al turismo di diporto, richiamando la visione che portò, in passato, all'istituzione dell'Autorità di Sistema Portuale (AdSP) dello Stretto.
Proposte e prospettive
Il Comitato annuncia l'apertura di un tavolo tematico aziendale per confrontarsi con le istituzioni e gli operatori. Tra le linee avanzate c'è la necessità di ripensare tariffe e oneri locali sul suolo pubblico e di garantire procedure amministrative più veloci e trasparenti nella gestione degli affidamenti e delle concessioni portuali.
| Problema | Effetto evidenziato |
|---|---|
| Pressione fiscale e tariffe suolo pubblico | Costi fissi insostenibili per microimprese |
| Ritardi amministrativi nella gestione portuale | Porti parzialmente chiusi, cantieri bloccati |
| Monopolio/limitata offerta di gestori | Aumenti dei prezzi e speculazioni |
Per i residenti e gli operatori del comparto la posta in gioco è la tenuta di un settore strategico per l'economia locale e l'occupazione. La richiesta del Comitato è chiara: interventi immediati per sbloccare operazioni cantieristiche e per rivedere il regime delle tariffe e degli oneri comunali che gravano sulle micro-imprese.
Quali sviluppi monitorare
Nei prossimi giorni andranno seguite alcune direttrici operative: l'avvio e l'esito del tavolo tematico promosso dal Comitato; eventuali atti amministrativi del Comune e delle autorità portuali che affrontino i ritardi denunciati; e la reazione degli operatori privati interessati (tra cui Marina del Sud). Per la cittadinanza, oltre all'aspetto economico, resta aperta la questione della gestione di spazi e servizi pubblici legati al mare, con implicazioni anche per il turismo e la fruizione degli approdi.
La situazione descritta dal Comitato 1112 evidenzia la necessità di una risposta coordinata tra istituzioni locali, autorità portuali e operatori economici per evitare che la crisi del comparto nautico si trasformi in una perdita durevole di attività e posti di lavoro nel territorio.