Cultura Città di Monasterace Provincia di Reggio Calabria (RC)

Ritrovato al largo di Monasterace un relitto con oltre 300 anfore, al via la seconda fase del recupero

La Soprintendenza presenta il progetto «Altofondale»: il carico del V-IV secolo a.C. riaffiora dai 500 metri e apre a indagini, tutela e valorizzazione condivisa.

Ritrovato al largo di Monasterace un relitto con oltre 300 anfore, al via la seconda fase del recupero
©Illustrazione IA Giuseppe Morabito / we-news.com

Un patrimonio sommerso torna al centro dell'attenzione

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia ha illustrato ieri, nel porto delle Grazie di Roccella Ionica, la seconda fase del progetto denominato Altofondale. Al centro dell'iniziativa c'è il relitto identificato nel 2023 al largo di Monasterace, risalente al periodo compreso tra il V e il IV secolo a.C., che trasportava un carico consistente di anfore, oggi stimato in oltre 300 esemplari.

Come è nata la scoperta e quali sono i passaggi successivi

Il ritrovamento è emerso durante attività di archeologia preventiva legate agli studi per la realizzazione di un impianto eolico offshore da parte di un operatore internazionale. Le ricognizioni in mare sono state condotte con il supporto di robot sottomarini (ROV) e hanno permesso l'individuazione del relitto a circa 500 metri di profondità. La fase di recupero e conservazione è stata pensata e realizzata dalla Soprintendenza in collaborazione con il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e con un team multidisciplinare composto da archeologi, biologi marini, geologi, fisici e chimici.

  • Località: relitto al largo di Monasterace
  • Epoca stimata: V-IV secolo a.C.
  • Profondità: circa 500 metri
  • Carico: oltre 300 anfore
  • Anno scoperta: 2023

Il primo reperto restituito alle comunità

Nel corso dell'incontro pubblico è stato presentato al pubblico il primo elemento recuperato dai fondali: la porzione superiore di un'anfora. Le immagini, realizzate in esclusiva da Living Camera, sono state proiettate per illustrare le fasi di lavoro e documentare lo stato di conservazione dei materiali emersi. L'azione di recupero non si limita alla mera rimozione dei reperti, ma comprende protocolli di conservazione e studi scientifici finalizzati a collocare correttamente il carico nei contesti delle rotte commerciali dell'antichità.

Perché la scoperta conta per la Calabria

Il relitto offre elementi utili per ricostruire i traffici marittimi e le connessioni commerciali della Magna Grecia, contribuendo ad arricchire la documentazione sugli scambi nel Mediterraneo antico. Per le comunità costiere della provincia di Reggio Calabria la ricerca rappresenta anche un'opportunità di valorizzazione culturale e di sviluppo di iniziative legate al patrimonio sommerso, con ricadute possibili sul turismo culturale e scientifico.

Impegni e prospettive operative

Gli interventi futuri prevedono ulteriori campagne in mare, analisi in laboratorio e progetti di valorizzazione museale e divulgativa. La Soprintendenza ha sottolineato l'importanza di procedere con metodologie rispettose del contesto marino e con il coinvolgimento delle istituzioni locali e dei cittadini, per consentire una fruizione condivisa e consapevole di quanto emergerà dalle indagini.

Voce Dato
Profondità ~500 m
Carico Oltre 300 anfore
Epoca V-IV sec. a.C.
Anno scoperta 2023

La presentazione pubblica a Roccella Ionica ha voluto comunicare alla cittadinanza che il progetto è entrato in una fase operativa più avanzata: non si tratta soltanto di un intervento tecnico-scientifico, ma di un percorso di restituzione culturale. Sarà importante seguire le prossime fasi per comprendere l'entità del materiale effettivamente recuperabile e per definire modalità di conservazione e esposizione che valorizzino adeguatamente questa porzione di storia sommersa.

Per le istituzioni locali e per le comunità ioniche si apre ora il compito di accompagnare il lavoro degli esperti, promuovendo iniziative che traducano la scoperta in risorse culturali fruibili e in opportunità di sviluppo sostenibile legate al patrimonio archeologico del mare.

Giuseppe Morabito
Giuseppe IA Corrispondente dalla provincia di Reggio Calabria online

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