Allarme sicurezza: cresce il numero delle denunce nel Lazio, impatto anche sulla Tuscia
I più recenti dati Inail, analizzati e diffusi dalla Cgil, fotografano un peggioramento della sicurezza sul lavoro nel Lazio nei primi cinque mesi del 2026. Nella regione le denunce d'infortunio sono salite a 19.507, rispetto alle quasi 18.000 dello stesso periodo del 2025, con un aumento di 1.582 casi che corrisponde a una crescita dell'8,8%. Si tratta di una variazione superiore alla media nazionale, che nello stesso periodo ha registrato un incremento pari al 5,5%.
Il quadro regionale diventa ancor più preoccupante se si considera che gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro sono cresciuti del 10,2% (da 13.973 a 15.404), valore che risulta più che doppio rispetto alla variazione media italiana del 4,7%. Anche il mese di maggio mostra una dinamica in peggioramento: le denunce nella regione sono aumentate del 4% (3.867 contro 3.720), nettamente al di sopra dell'incremento nazionale dell'1,3%.
“L'aumento regionale - evidenzia la Cgil - è quindi più che doppio rispetto alla media italiana, confermando una tendenza negativa che prosegue ormai da tempo”.
Sul fronte dei casi fatali, nei primi cinque mesi del 2026 le denunce con esito mortale nel Lazio sono state 29, lo stesso numero dell'anno precedente; di queste, 22 si sono concentrate nella sola provincia di Roma. Tuttavia, l'analisi sindacale segnala criticità anche nella provincia di Viterbo, che insieme ad altri territori regionali contribuisce all'incremento complessivo di casi.
Dal punto di vista demografico, l'aumento degli infortuni non è omogeneo. Le lavoratrici risultano maggiormente colpite, con un incremento delle denunce dell'11,5% (da 7.288 a 8.126), mentre tra gli uomini la crescita è stata del 7% (da 10.637 a 11.381). Anche le fasce di età estreme mostrano andamenti preoccupanti: tra i giovani di 20-24 anni i casi sono saliti da 1.144 a 1.260, mentre nella fascia 65-69 anni si è registrato un incremento del 17,3% (da 387 a 454).
- Numeri regionali chiave: 19.507 denunce totali; +1.582 rispetto al 2025; +8,8%.
- Denunce in occasione di lavoro: da 13.973 a 15.404 (+10,2%).
- Vittime: 29 denunce con esito mortale nella regione nei primi cinque mesi; 22 nella sola provincia di Roma.
| Voce | Gennaio–Maggio 2025 | Gennaio–Maggio 2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Denunce totali (Lazio) | ~18.000 | 19.507 | +1.582 (+8,8%) |
| Infortuni in occasione di lavoro | 13.973 | 15.404 | +10,2% |
| Denunce con esito mortale (Lazio) | 29 | 29 | 0 (22 nella provincia di Roma) |
Per la provincia di Viterbo la situazione assume una rilevanza particolare. Pur in assenza di una quota esplicita di decessi attribuiti esclusivamente al territorio viterbese nei dati riepilogativi, l'analisi della Cgil e la fotografia regionale richiamano l'attenzione su aumenti consistenti che interessano anche la Tuscia. L'aumento tra le lavoratrici, l'incremento nelle fasce più giovani e tra i lavoratori anziani sono fattori che impongono una riflessione su formazione, prevenzione e controlli negli ambienti di lavoro locali.
Le autorità locali, i datori di lavoro e le organizzazioni sindacali sono chiamati a intensificare attività di vigilanza, iniziative formative e campagne di prevenzione per ridurre il rischio di incidenti. Per i cittadini e i lavoratori della provincia, diventa particolarmente importante segnalare condizioni di rischio, partecipare ai corsi di sicurezza e richiedere l'intervento degli enti preposti in presenza di violazioni degli obblighi di tutela.
Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili dati territoriali più dettagliati per la provincia di Viterbo e per i singoli settori produttivi coinvolti.