Ospedale di Macerata: la nuova apparecchiatura resta in stand by
Un angiografo di ultima generazione donato dalla Fondazione Carima, per un investimento complessivo di circa 800.000 euro, risulta al momento non pienamente utilizzabile presso l'ospedale di Macerata. La situazione ha suscitato la reazione di un esponente politico regionale, che ha annunciato la presentazione di un'interrogazione per ottenere chiarimenti sulle cause e sui tempi per l'entrata in funzione.
Il caso è emerso a seguito di segnalazioni giornalistiche relative a ripetuti malfunzionamenti degli strumenti attualmente impiegati per la Radiologia Interventistica nell'ospedale. Secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, nonostante l'inaugurazione alla quale aveva partecipato anche l'assessore alla Sanità, l'angiografo donato non sarebbe stato ancora messo a regime, mentre l'attività continua con apparecchiature considerate ormai datate.
"Se quanto riportato dagli organi di informazione fosse confermato, ci troveremmo di fronte ad una situazione estremamente grave: un angiografo di ultima generazione... risulterebbe ancora non pienamente operativo"
Il consigliere regionale Leonardo Catena (Pd) ha annunciato una interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla giunta chiarimenti su diversi aspetti della vicenda. Tra le richieste che verranno formalmente poste figurano la verifica se le criticità fossero note già al momento dell'inaugurazione, quali verifiche siano state effettuate dopo i malfunzionamenti segnalati e quali siano i tempi certi per la piena operatività dell'apparecchiatura.
L'Azienda sanitaria territoriale (AST) ha risposto, spiegando che l'angiografo è «in stand by precauzionalmente» e che sono in corso le operazioni necessarie per avviare la macchina. Tuttavia, al momento, non è stato fornito un calendario dettagliato con scadenze certe per la messa in funzione definitiva.
- Donatore: Fondazione Carima
- Importo: circa 800.000 euro
- Stato attuale: non pienamente operativo / in stand by (secondo l'AST)
- Azione politica: interrogazione regionale annunciata dal consigliere Leonardo Catena
La questione solleva interrogativi concreti sull'organizzazione dei servizi sanitari locali: avere a disposizione una tecnologia avanzata e non poterla utilizzare mentre si lavora con apparecchiature più vecchie può ripercuotersi sulla qualità e sulla tempestività degli interventi diagnostici e terapeutici per i pazienti della provincia.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Donazione | Fondazione Carima |
| Valore indicativo | circa 800.000 euro |
| Stato | Non pienamente operativo (in stand by, secondo AST) |
Per i cittadini interessati ai servizi d'urgenza e agli interventi di radiologia interventistica la vicenda è significativa: riduzioni di capacità operativa o ritardi nella piena disponibilità di strumenti avanzati possono tradursi in attese più lunghe o nella necessità di trasferire pazienti fuori provincia. L'interrogazione regionale, se accolta, richiederà alla giunta e ai responsabili sanitari informazioni formali e tempi precisi, elementi che gli utenti e le istituzioni locali attendono per comprendere le ragioni del fermo dell'apparecchiatura.
Nei prossimi giorni si attendono sviluppi procedurali: la registrazione dell'interrogazione in Consiglio regionale, eventuali risposte dell'assessore competente e comunicazioni tecniche più dettagliate da parte dell'AST circa le verifiche in corso e la tempistica per rendere operativo l'angiografo.