Turnazioni idriche e laghi in calo: la produzione del riso sotto stress
Nella pianura che include Vercelli, centro storico della risicoltura italiana, la siccità estiva e la crisi dei mercati stanno creando una congiuntura difficile per le aziende agricole. I Consorzi irrigui Est Sesia (Novara) e Ovest (Vercelli) hanno introdotto la turnazione dell'acqua, una distribuzione controllata che riduce gli apporti idrici per evitare il collasso degli assetti produttivi. I principali canali, come Cavour e Regina Elena, sono descritti come "allo stremo" e il livello del Lago Maggiore è segnalato un metro sotto la soglia normale.
La misura della turnazione è finalizzata a preservare il più possibile le colture, ma implica riduzioni produttive e aumento dei costi di gestione per gli agricoltori. In un territorio dove la rotazione e l'uso dell'acqua sono determinanti per la resa del riso, l'irrigazione limitata rischia di compromettere raccolti e qualità.
Concorrenza estera e prezzi: doppio fattore di crisi
La difficoltà non è solo climatica. Il 2025 ha visto l'arrivo in Italia di oltre 300 milioni di chili di riso straniero, in aumento del 10% rispetto all'anno precedente, con l'80% delle importazioni proveniente dal Sudest asiatico. Questo aumento dell'offerta estera si somma al calo dei prezzi e mette sotto pressione le imprese locali.
«Le imprese risicole stanno affrontando una fase di estrema difficoltà, che rischia di compromettere la stabilità economica e la continuità produttiva di una coltura strategica per l'agricoltura italiana e i nostri territori»
La dichiarazione è attribuita a Fabrizio Rizzotti e riflette la richiesta delle associazioni agricole locali di interventi tempestivi.
- Turnazione nei consorzi Est Sesia e Ovest per razionalizzare l'uso dell'acqua.
- Livelli idrici ridotti: il Lago Maggiore segnala un arretramento di circa 1 metro.
- Pressione sui prezzi per l'aumento delle importazioni: oltre 300 milioni di riso estero nel 2025.
Richieste locali e appuntamento a Roma
Coldiretti Piemonte, con la presidente Cristina Brizzolari, ha chiesto al Ministero la convocazione di un tavolo per la filiera risicola e l'inserimento, nel piano Coltiva Italia, di un fondo dedicato ai contratti di filiera. Il confronto nazionale è fissato per il 30 luglio a Roma, con la partecipazione del ministro Lollobrigida. Le istituzioni locali e i consorzi cercano strumenti per sostenere le aziende e contenere tensioni tra risicoltori che si stanno facendo più frequenti a causa della scarsità d'acqua.
Dal punto di vista operativo, le misure possibili sul territorio comprendono la razionalizzazione degli apporti, interventi di manutenzione e gestione dei canali, oltre a possibili aiuti economici per mitigare l'impatto della riduzione delle rese. Tuttavia, per molte imprese, la combinazione tra emergenza idrica e concorrenza internazionale rende incerta la continuità produttiva.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Riso estero arrivato in Italia (2025) | 300 milioni |
| Incremento annuale | +10% |
| Quota dal Sudest asiatico | 80% |
| Livello Lago Maggiore | -1 metro rispetto alla soglia normale |
Per le comunità e le economie locali della provincia di Vercelli, dove la coltura del riso rappresenta un elemento centrale, il rischio è doppio: perdere reddito nel breve periodo e subire danni alla filiera nel medio-lungo termine se non verranno adottate misure strutturali. Il tavolo di agosto e le decisioni nazionali saranno osservate con attenzione dagli agricoltori vercellesi, consorzi e amministrazioni comunali che nelle prossime settimane dovranno gestire turnazioni e possibili conflitti per l'accesso all'acqua.
La combinazione di emergenza climatica e pressione commerciale fa emergere l'urgenza di politiche agricole e idriche coordinate, capaci di bilanciare sostenibilità ambientale e tenuta economica delle imprese che ancora oggi fanno di Vercelli e del suo territorio un punto nodale per la produzione nazionale di riso.