Preoccupazione per i servizi postali e il tessuto occupazionale
La prospettiva di spostare la gestione di oltre 40 uffici postali della provincia di Matera sotto la direzione con sede a Potenza ha sollevato un forte allarme tra le istituzioni locali. L'ipotesi, emersa a seguito dell'accordo sulla riorganizzazione dei mercati privati di Poste Italiane siglato il 23 luglio, è stata criticata dai consiglieri regionali Roberto Cifarelli e Nicola Morea, che parlano di un «gravissimo segnale di ridimensionamento per la comunità materana e per l'intera provincia».
La preoccupazione riguarda non solo l'organizzazione amministrativa, ma anche le ricadute sui servizi e sull'occupazione: secondo i due esponenti regionali, il trasferimento comporterebbe la perdita della figura del Direttore Provinciale e di funzioni strategiche come la gestione delle risorse umane e la direzione commerciale. A rischio sarebbe un presidio che, sempre secondo le stime citate dai consiglieri, conta complessivamente circa 300 dipendenti sul territorio provinciale.
Impatto locale e ragioni del dissenso
I rilievi mossi dagli esponenti regionali si inseriscono in un quadro più ampio di timori per il progressivo depotenziamento di servizi e presidi sul territorio materano. Nel testo della denuncia si richiama una tendenza già osservata in anni recenti, con trasferimenti o ridimensionamenti di articolazioni di grandi enti nazionali. Per Cifarelli e Morea, il trasferimento della direzione rischia di incidere negativamente sulla capacità di tutela degli interessi locali e sulla rapidità delle decisioni operative.
"Non possiamo tacere di fronte a una scelta che priva Matera della figura del Direttore Provinciale e di funzioni strategiche cruciali"
Alla base del provvedimento, come indicato nelle comunicazioni sull'accordo, ci sarebbero ragioni organizzative e sindacali legate a nuove assunzioni e alla ridefinizione della rete commerciale. Tuttavia, le istituzioni locali sollecitano una valutazione che tenga conto delle specificità del territorio e degli effetti concreti sui cittadini e sui lavoratori.
Richieste e possibili sviluppi
I consiglieri regionali hanno chiesto che la Regione Basilicata e gli enti locali aprano «immediatamente un tavolo di confronto» con i vertici di Poste Italiane per rivedere la decisione. Tra le richieste esplicite c'è la necessità di preservare funzioni direzionali sul territorio materano e garantire la salvaguardia dell'occupazione e dei servizi essenziali.
- Richiesta ufficiale di confronto con Poste Italiane da parte della Regione e delle istituzioni locali
- Preoccupazione per la perdita della figura del Direttore Provinciale
- Rischio di impatto sui circa 300 dipendenti presenti in provincia
La vicenda resta aperta: nei prossimi giorni sarà utile monitorare eventuali risposte ufficiali di Poste Italiane e l'esito di eventuali incontri tra l'azienda e le istituzioni. Per i cittadini del Materano, l'opzione concreta di un accentramento amministrativo significa incertezza sulla gestione quotidiana degli uffici postali e, potenzialmente, tempi di risposta e procedure meno radicate sul territorio.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Data accordo | 23 luglio |
| Uffici interessati | Oltre 40 |
| Personale provinciale coinvolto (stima citata) | Circa 300 dipendenti |
Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili risposte ufficiali da parte dei soggetti coinvolti o atti formali delle istituzioni lucane.