Criticità operative e richieste di intervento
La Stroke Unit del Policlinico Riuniti di Foggia è al centro di un appello pubblico perché venga potenziata e riorganizzata per assicurare cure tempestive ai pazienti colpiti da ictus. A sollevare il tema è il consigliere regionale Giannicola De Leonardis (Fratelli d’Italia), che segnala problemi relativi a posti letto, spazio fisico e integrazione logistico-funzionale con il Pronto Soccorso e gli altri reparti dell’emergenza-urgenza.
Secondo la ricostruzione resa nota, la Stroke Unit dispone attualmente di 6 posti letto invece dei 10 previsti, e gestisce circa 350 casi di ictus all’anno. A preoccupare sono anche i dati sul trattamento trombolitico, che mostrano una diminuzione significativa temporale: dalle circa 40 trombolisi annue si è passati a poco più di 10, con un’incidenza percentuale stimata in calo dal 20% al 5%.
“La Stroke Unit del Policlinico di Foggia va potenziata e messa nelle condizioni di garantire tempestività nelle cure dell’ictus”
Il consigliere evidenzia come la collocazione dei servizi e la mancanza di spazi adeguati incidano negativamente sulla capacità di risposta: la Stroke Unit sarebbe dislocata lontano dalla struttura del DEU, con il risultato che i pazienti vengono a volte smistati al reparto di Neurologia, aumentando il rischio di sovraccarico e rallentando i percorsi di cura.
Conseguenze pratiche per i pazienti della provincia
Nel territorio di Capitanata, caratterizzato da un’estensione geografica ampia e da difficoltà logistiche per i trasferimenti sanitari, ogni minuto è cruciale nel trattamento dell’ictus ischemico. La riduzione delle trombolisi e la carenza di posti letto possono tradursi in una minore possibilità di accesso a cure salvavita, con potenziali ricadute sulla mortalità e sulla qualità di vita dei pazienti sopravvissuti all’evento acuto.
- Tempi di intervento: la distanza tra reparti e l’assenza di percorsi rapidi ostacolano la continuità tra Pronto Soccorso, Stroke Unit e Rianimazione.
- Capacità ricettiva: i posti letto attuali non corrispondono agli standard previsti per una risposta adeguata al volume di casi.
- Attività terapeutica: la flessione nelle trombolisi suggerisce difficoltà organizzative e possibili ritardi nelle diagnosi e nei trattamenti.
Dati a colpo d'occhio
| Voce | Valore |
|---|---|
| Posti letto attuali | 6 |
| Posti letto previsti | 10 |
| Casi di ictus annui gestiti | ~350 |
| Trombolisi annue (passate) | ~40 |
| Trombolisi annue (attuali) | poco più di 10 |
| Incidenza trombolisi | dal 20% al 5% |
Richieste e prospettive
La richiesta avanzata è chiara: intervenire da parte della Direzione Generale dell’Azienda ospedaliera e della Regione Puglia per sanare carenze che, secondo il consigliere regionale, si protraggono da anni. Tra le misure indicate come necessarie vi sono:
- il ripristino e l’incremento dei posti letto fino agli standard previsti;
- la riorganizzazione degli spazi perché Stroke Unit, Pronto Soccorso, Cardiologia e Rianimazione risultino collegate e logisticamente vicine;
- azioni mirate a recuperare e aumentare i trattamenti trombolitici, sfruttando le competenze cliniche disponibili.
Viene inoltre espresso il timore che la direzione del reparto di Neurologia e della Stroke Unit non venga trasformata in una conduzione universitaria che ne modifichi funzioni e priorità, con possibili ripercussioni sull’operatività clinica.
Per i cittadini della provincia di Foggia la questione è cruciale: si tratta di salvaguardare una filiera dell’emergenza che garantisca tempestività e qualità nelle cure dell’ictus, condizione nella quale il tempo e l’organizzazione fanno la differenza tra esito favorevole e danni permanenti.
La palla ora passa alle istituzioni competenti: Regione e Direzione Generale devono valutare gli interventi necessari e definire un cronoprogramma per mettere la Stroke Unit nelle condizioni di operare secondo gli standard richiesti dalla gestione delle emergenze cerebrovascolari.