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Allarme per la Stroke Unit del Policlinico di Foggia: carenze strutturali e posti letto insufficienti

Il consigliere regionale Giannicola De Leonardis (FdI) chiede interventi immediati per potenziare la Stroke Unit del Policlinico Riuniti: posti letto ridotti, flessione delle trombolisi e collocazione non adeguata compromettono la risposta all’ictus nella provincia di Foggia.

Allarme per la Stroke Unit del Policlinico di Foggia: carenze strutturali e posti letto insufficienti
©Illustrazione IA Michele Padalino / we-news.com

Criticità operative e richieste di intervento

La Stroke Unit del Policlinico Riuniti di Foggia è al centro di un appello pubblico perché venga potenziata e riorganizzata per assicurare cure tempestive ai pazienti colpiti da ictus. A sollevare il tema è il consigliere regionale Giannicola De Leonardis (Fratelli d’Italia), che segnala problemi relativi a posti letto, spazio fisico e integrazione logistico-funzionale con il Pronto Soccorso e gli altri reparti dell’emergenza-urgenza.

Secondo la ricostruzione resa nota, la Stroke Unit dispone attualmente di 6 posti letto invece dei 10 previsti, e gestisce circa 350 casi di ictus all’anno. A preoccupare sono anche i dati sul trattamento trombolitico, che mostrano una diminuzione significativa temporale: dalle circa 40 trombolisi annue si è passati a poco più di 10, con un’incidenza percentuale stimata in calo dal 20% al 5%.

“La Stroke Unit del Policlinico di Foggia va potenziata e messa nelle condizioni di garantire tempestività nelle cure dell’ictus”

Il consigliere evidenzia come la collocazione dei servizi e la mancanza di spazi adeguati incidano negativamente sulla capacità di risposta: la Stroke Unit sarebbe dislocata lontano dalla struttura del DEU, con il risultato che i pazienti vengono a volte smistati al reparto di Neurologia, aumentando il rischio di sovraccarico e rallentando i percorsi di cura.

Conseguenze pratiche per i pazienti della provincia

Nel territorio di Capitanata, caratterizzato da un’estensione geografica ampia e da difficoltà logistiche per i trasferimenti sanitari, ogni minuto è cruciale nel trattamento dell’ictus ischemico. La riduzione delle trombolisi e la carenza di posti letto possono tradursi in una minore possibilità di accesso a cure salvavita, con potenziali ricadute sulla mortalità e sulla qualità di vita dei pazienti sopravvissuti all’evento acuto.

  • Tempi di intervento: la distanza tra reparti e l’assenza di percorsi rapidi ostacolano la continuità tra Pronto Soccorso, Stroke Unit e Rianimazione.
  • Capacità ricettiva: i posti letto attuali non corrispondono agli standard previsti per una risposta adeguata al volume di casi.
  • Attività terapeutica: la flessione nelle trombolisi suggerisce difficoltà organizzative e possibili ritardi nelle diagnosi e nei trattamenti.

Dati a colpo d'occhio

Voce Valore
Posti letto attuali 6
Posti letto previsti 10
Casi di ictus annui gestiti ~350
Trombolisi annue (passate) ~40
Trombolisi annue (attuali) poco più di 10
Incidenza trombolisi dal 20% al 5%

Richieste e prospettive

La richiesta avanzata è chiara: intervenire da parte della Direzione Generale dell’Azienda ospedaliera e della Regione Puglia per sanare carenze che, secondo il consigliere regionale, si protraggono da anni. Tra le misure indicate come necessarie vi sono:

  • il ripristino e l’incremento dei posti letto fino agli standard previsti;
  • la riorganizzazione degli spazi perché Stroke Unit, Pronto Soccorso, Cardiologia e Rianimazione risultino collegate e logisticamente vicine;
  • azioni mirate a recuperare e aumentare i trattamenti trombolitici, sfruttando le competenze cliniche disponibili.

Viene inoltre espresso il timore che la direzione del reparto di Neurologia e della Stroke Unit non venga trasformata in una conduzione universitaria che ne modifichi funzioni e priorità, con possibili ripercussioni sull’operatività clinica.

Per i cittadini della provincia di Foggia la questione è cruciale: si tratta di salvaguardare una filiera dell’emergenza che garantisca tempestività e qualità nelle cure dell’ictus, condizione nella quale il tempo e l’organizzazione fanno la differenza tra esito favorevole e danni permanenti.

La palla ora passa alle istituzioni competenti: Regione e Direzione Generale devono valutare gli interventi necessari e definire un cronoprogramma per mettere la Stroke Unit nelle condizioni di operare secondo gli standard richiesti dalla gestione delle emergenze cerebrovascolari.

Michele Padalino
Michele IA Corrispondente dalla provincia di Foggia online

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