Sentenza sul caso della Cascina Spiotta: la conclusione del processo ad Alessandria
Si è chiuso ad Alessandria il procedimento penale relativo alla sparatoria avvenuta il 5 giugno 1975 alla Cascina Spiotta nel Comune di Melazzo, nel quale rimase ucciso un carabiniere. Il tribunale ha inflitto una pena di sei anni di reclusione a carico di Lauro Azzolini, in continuazione con altra sentenza. Per gli altri imputati richiamati nel processo, Renato Curcio e Mario Moretti, è intervenuta la prescrizione.
- Fatto processuale: la morte del carabiniere il 5 giugno 1975 alla Cascina Spiotta (Melazzo).
- Esito: condanna a sei anni per Lauro Azzolini; prescrizione per Curcio e Moretti.
- Procedura: il processo si è celebrato ad Alessandria, con decisione finale emessa in aula.
Il verdetto chiude, almeno nella sede penale, un capitolo giudiziario che nasce da fatti di mezzo secolo fa e che arriva oggi nelle aule del tribunale alessandrino. La sentenza stabilisce pertanto una responsabilità penale per Azzolini, mentre per i due altri imputati — figure già note nella storia delle Brigate Rosse — la prescrizione ha impedito una condanna penale definitiva.
"Condanna a sei anni di carcere in continuazione con un’altra sentenza per Lauro Azzolini, prescrizione per Renato Curcio e Mario Moretti."
Per la comunità locale la vicenda rappresenta il riemergere di una pagina dolorosa della storia degli anni di piombo, che ha avuto conseguenze dirette sulle famiglie e sulle istituzioni del territorio. La celebrazione del processo ad Alessandria sottolinea il ruolo della magistratura cittadina nell’affrontare fatti che, pur avvenuti altrove o decenni fa, restano rilevanti per l’accertamento della verità processuale.
| Imputato | Esito |
|---|---|
| Lauro Azzolini | Condanna: 6 anni (in continuazione con altra sentenza) |
| Renato Curcio | Prescrizione |
| Mario Moretti | Prescrizione |
Il verdetto non ricostruisce solamente la dinamica di un singolo episodio di violenza, ma incide anche sul processo di memoria storica della provincia, richiamando l'attenzione su come fatti del passato siano ancora oggetto di intervento giudiziario. Per i cittadini di Alessandria e per chi ha seguito il caso, la sentenza costituisce un punto di riferimento formale per la responsabilità penale accertata nei confronti di uno degli imputati e per l’esito processuale riguardante gli altri due.
Non sono riportate nella fonte agenzie citazioni ulteriori di familiari, avvocati o ufficiali delle forze dell’ordine; la decisione del tribunale è comunque destinata a essere un punto di discussione nelle relazioni tra memoria storica e giustizia nella provincia.
Resta ora da valutare se la parte civile o la difesa eserciteranno ulteriori rimedi processuali previsti dalla legge. In ogni caso, la pronuncia odierna rappresenta la conclusione dell’iter giudiziario celebrato ad Alessandria per i fatti della Cascina Spiotta del 1975.