Concentrazione di grandi impianti e reazioni politiche
In provincia di Modena cresce l'interesse per l'agrivoltaico: la fotografia dei progetti registra una ventina di impianti già autorizzati o in fase di autorizzazione, con due interventi particolarmente rilevanti nell'area di Finale Emilia. Le iniziative hanno suscitato un acceso confronto politico e sociale, tanto che alcune forze locali chiedono una revisione o il blocco dei progetti.
Tra i dossier più voluminosi c'è l'impianto denominato "Casetta", ubicato nella frazione di Massa Finalese. Sul portale del Ministero dell'Ambiente sono disponibili i documenti tecnici che dettagliano la richiesta: la potenza dichiarata è di 81,132 MWp, e il procedimento amministrativo ha ricevuto un provvedimento importante lo scorso 30 luglio, quando Arpae ha rilasciato l'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio.
Un secondo progetto significativo, denominato "Energia del Panaro" e promosso da Engie, prevede una potenza di 83,23 MWp distribuita su circa 140,7 ettari tra Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Per questo intervento la Regione ha stabilito la necessità di una valutazione d'impatto ambientale completa, segnalando potenziali effetti sul paesaggio, su beni culturali e sull'assetto idrogeologico.
Caratteristiche tecniche e uso agricolo
I progetti agrivoltaici previsti per il territorio non sono impianti fotovoltaici tradizionali: in molti casi si parla di tracker (pannelli mobili) e di disposizioni che lasciano spazi coltivabili tra i moduli. Per l'impianto "Casetta" viene indicata la presenza di uno spazio di 3,59 metri tra le file di pannelli destinato a colture; complessivamente l'area coinvolta è di 140 ettari, sebbene una parte significativa sia destinata all'agricoltura.
Altri progetti in provincia includono il piano denominato "Pavesi", con una potenza comunicata di 64,3 MWp nelle zone di Carpi e Novi di Modena, su estensioni che raggiungono decine di ettari.
Impatto locale e nodi aperti
Le istanze pro-agrivoltaico enfatizzano la possibilità di coniugare produzione energetica e attività agricola, citando esperienze in altre aree del Paese dove sono state integrate colture come frutteti e coltivazioni sperimentali. D'altra parte, la politica locale esprime dubbi riguardo a:
- impatti sul paesaggio e sulla qualità del territorio;
- effetti su beni culturali e su vincoli idrogeologici;
- compatibilità con le pratiche agricole tradizionali e l'uso del suolo.
Per alcuni progetti la procedura ambientale è stata già avviata o completata, mentre per altri la complessità degli accertamenti (VIA completa) rimane un passaggio obbligato prima di qualsiasi via libera definitiva.
Scheda sintetica dei principali impianti citati
| Progetto | Località | Potenza (MWp) | Estensione (ettari) |
|---|---|---|---|
| Casetta | Massa Finalese (Finale Emilia) | 81,132 | 140 |
| Energia del Panaro (Engie) | Finale Emilia / San Felice sul Panaro | 83,23 | 140,7 |
| Pavesi | Carpi / Novi di Modena | 64,3 | decine di ettari |
Cosa cambia per i cittadini
I piani agrivoltaici in corso implicano ricadute su più fronti per i residenti: dall'ordine del paesaggio all'occupazione locale legata alla realizzazione e manutenzione degli impianti, fino alla gestione delle attività agricole nelle aree sottoposte a trasformazione. Le decisioni amministrative prossime (autorizzazioni, VIA) saranno determinanti per definire modalità e vincoli di esercizio e per stabilire eventuali misure di mitigazione ambientale e paesaggistica.
Nei prossimi mesi sarà importante seguire l'evoluzione delle procedure autorizzative e delle discussioni politiche nei consigli comunali e in sede regionale, dove sono attese le valutazioni tecniche richieste per i progetti di maggior impatto.