Partecipazione ampia e commossa nella chiesa di Costalunga
Trieste ha dato ieri un ultimo, partecipato saluto a Federico Franceschin, storico playmaker e poi allenatore della città. La Messa, celebrata nella chiesetta di Costalunga, ha visto la chiesa stipata in ogni ordine di posto: amici, conoscenti, appassionati e rappresentanti del mondo cestistico si sono raccolti per ricordare la figura di Franceschin e per stringersi attorno alla famiglia.
La cerimonia è stata pensata come momento di cordoglio ma anche di celebrazione della vita e dell’impegno di un uomo che ha accompagnato il basket triestino per decenni. Nell’omelia il celebrante ha richiamato i tratti umani che molti ricordano: il sorriso, la dignità e la tenacia nel non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà.
«Nella corsa ci si passa la staffetta - ha pronunciato con commozione il celebrante - e oggi Federico passa idealmente il testimone a tutti noi, affinché continuiamo a trasmettere amore e speranza verso il prossimo».
Presenze dal mondo del basket locale e nazionale
All’appello hanno risposto numerosi esponenti del movimento cestistico triestino, regionale e nazionale. Tra i volti noti presenti ci sono stati Alberto e Stefano Tonut, Alessandro De Pol, Davide Cantarello, Marco Carra, Stefano Attruia, Roberto Ritossa e Andrea Colli. A rappresentare lo Jadran è intervenuto Marko Ban, visibilmente emozionato.
La partecipazione numerosa ha mostrato il legame che Franceschin aveva costruito con generazioni diverse: ex compagni, allievi, colleghi tecnici e semplici tifosi hanno voluto testimoniare il rispetto e l’affetto per la sua figura.
Un albero di relazioni: famiglia e comunità
Il cordoglio si è rivolto in primo luogo alla famiglia: la moglie Francesca, i figli Nicolò e Noemi, la mamma Evi e i fratelli Furio e Fabrizio. Alla cerimonia ha partecipato anche il fratello Fabrizio, richiamato nell’omelia come erede ideale dei valori trasmessi da Federico.
- Luogo della cerimonia: chiesetta di Costalunga
- Presenze: rappresentanti del basket locale, regionale e nazionale
- Temi richiamati: dignità, sorriso, trasmissione di valori
| Rappresentanti intervenuti | Ruolo |
|---|---|
| Alberto e Stefano Tonut | Giocatori (volti noti) |
| Alessandro De Pol, Davide Cantarello | Figure del basket |
| Marco Carra, Stefano Attruia | Figure del basket |
| Roberto Ritossa, Andrea Colli | Figure del basket |
| Marko Ban | Rappresentante Jadran |
Per la città la giornata ha rappresentato non soltanto il saluto a una personalità sportiva, ma anche un richiamo ai valori di comunità e solidarietà che emergono quando viene a mancare una figura molto legata al tessuto locale. La partecipazione dimostrata da tante persone e realtà sportive conferma come la memoria di Franceschin sia parte della storia del basket triestino e continui a influenzarne le relazioni umane e associative.
La cerimonia di Costalunga si è quindi configurata come momento collettivo di commozione e di condivisione del lutto, in cui la città ha voluto ribadire la riconoscenza per un uomo che ha speso la propria vita nello sport e nella formazione delle nuove generazioni.