Trend decennale: il volto della ristorazione riminese cambia
Un decennio di trasformazioni nel commercio alimentare di Rimini emerge dall'analisi condotta da FIPE-Confcommercio insieme al Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. I dati che fotografano il periodo 2015-2025 mostrano una crescita della ristorazione con servizio e di quella take away, mentre i bar e alcune specialità dolciarie registrano cali significativi.
La dinamica non è omogenea sul territorio: il centro storico fa da traino per i ristoranti, con un aumento marcato rispetto al resto della città. Al contrario, il decremento dei bar interessa sia le aree centrali sia le zone periferiche.
"Il quadro riminese riflette una trasformazione che interessa anche il resto del Paese"
La citazione è del presidente provinciale di FIPE, Denis Preite, che commenta come a livello nazionale il numero complessivo dei pubblici esercizi si sia stabilizzato dopo anni di espansione, ma con una contrazione più netta per i bar.
Dati principali
| Tipologia | 2015 | 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Ristoranti con servizio (totale città) | 342 | 360 | +5,2% |
| Ristoranti, centro storico | 114 | 143 | +25,3% |
| Ristoranti, resto della città | -4,8% | ||
| Ristorazione take away | 170 | 186 | +9,3% (centro +24,3%) |
| Gelaterie e pasticcerie | 61 | 51 | -16,8% |
| Bar | 448 | 368 | -17,9% |
Che cosa cambia per la città e per i cittadini
- Offerta gastronomica: l'aumento dei ristoranti, soprattutto in centro e nelle zone di mare, amplifica l'attrattività enogastronomica della destinazione.
- Vita quotidiana: la contrazione dei bar può modificare le abitudini di consumo e i punti di incontro tradizionali nei quartieri.
- Commercio locale: la crescita del take away segnala una preferenza per servizi più rapidi o per nuove pratiche di consumo, con effetti su orari e flussi nei locali.
Per i residenti e per gli operatori la trasformazione pone questioni concrete: come conciliare la vocazione turistica con il mantenimento di servizi di prossimità? Quali misure di sostegno possono favorire la tenuta dei punti di socialità, come i bar, che perdono terreno? E come valorizzare la crescita dei ristoranti per creare occupazione stabile e qualità dell'offerta?
Osservazioni e prospettive
Secondo gli autori dello studio, la spinta verso la ristorazione nel centro è anche legata al ruolo strategico che il fuori casa riveste nell'attrattività turistica. Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell'umanità da parte dell'UNESCO, richiamato nel commento dell'associazione di categoria, è visto come un'opportunità di visibilità internazionale per l'intera filiera.
Resta tuttavia la necessità di monitorare l'impatto di questi mutamenti sul tessuto urbano: il consolidamento di ristorazione e take away può stimolare nuovi flussi di visitatori ma comporta anche pressioni su prezzi degli immobili, orari di apertura e gestione della movida. Allo stesso tempo, il calo dei bar e delle attività dolciarie segnala un cambiamento nelle abitudini dei consumatori che le istituzioni locali e le associazioni di categoria dovranno comprendere per intervenire con politiche adeguate.
In prospettiva, gli attori del territorio — amministrazione, operatori e associazioni — sono chiamati a tradurre i dati in scelte concrete: favorire la qualità dell'offerta, sostenere la coesione urbana e promuovere percorsi che mettano in rete turismo, produzione alimentare locale e servizi al cittadino.