La mappa delle attività legate alla ristorazione a Rimini è cambiata in modo visibile nell'ultimo decennio: i locali con servizio al tavolo e il take away si rafforzano soprattutto nelle aree centrali, mentre diminuiscono le gelaterie, le pasticcerie e — in misura più consistente — i bar. I dati locali emergono dall'indagine "Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici", realizzata da FIPE-Confcommercio con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che ha confrontato la situazione tra il 2015 e il 2025.
I numeri principali per Rimini
| Categoria | 2015 (totale città) | 2025 (totale città) | Variazione centro storico |
|---|---|---|---|
| Ristoranti con servizio | 342 | 360 | da 114 a 143 (+25,3%) |
| Take away | 170 | 186 | incremento centro +24,3% |
| Gelaterie e pasticcerie | 61 | 51 | complessivo -16,8% |
| Bar | 448 | 368 | centro -13,9% (aree periferiche -20,2%) |
Nel dettaglio la ristorazione con servizio nella città passa da 342 a 360 attività (+5,2% complessivo), ma è il nucleo storico a registrare il maggior dinamismo, con un aumento da 114 a 143 esercizi (+25,3%). Anche il segmento del take away cresce: da 170 a 186 (+9,3%), spinto anch'esso dal centro (+24,3%).
Al contrario, gelaterie e pasticcerie subiscono una flessione (-16,8% totale) e i bar rappresentano la voce più debole: in dieci anni gli esercizi scendono da 448 a 368, con perdite sia nel centro storico che in periferia.
«Il quadro riminese riflette una trasformazione che interessa anche il resto del Paese – osserva il presidente di FIPE della provincia di Rimini, Denis Preite –. A livello nazionale il numero complessivo dei pubblici esercizi si è sostanzialmente stabilizzato dopo anni di crescita, mentre i bar sono la tipologia che registra la maggiore contrazione».
Le trasformazioni fotografate dallo studio hanno ricadute concrete per residenti e operatori. La presenza crescente di ristoranti e punti di vendita per cibo veloce in centro può influire su:
- offerta gastronomica e attrattività turistica nelle ore serali;
- modelli di impiego stagionale e stabilità occupazionale;
- usabilità degli spazi pubblici e gestione della movida.
Per i consumatori locali la mutazione del quadro commerciale significa più opzioni per pranzi e cene nei luoghi storici, ma anche la perdita di funzioni tradizionalmente legate al bar come punto di ritrovo mattutino e spazi di socialità diurna. Per gli operatori, oltre alla necessità di adeguarsi ai cambiamenti delle abitudini di consumo, restano centrali temi quali costo dei canoni, regole su dehors e orari, e il contesto normativo che regola l'apertura di nuove attività.
Il fenomeno non è esclusivamente locale: secondo FIPE-Confcommercio molti centri urbani italiani mostrano trend analoghi, con una stabilizzazione numerica complessiva dei pubblici esercizi e una riconfigurazione delle tipologie prevalenti.
Per la provincia di Rimini la sfida sarà conciliare il valore turistico del centro storico con la necessità di mantenere servizi quotidiani per la popolazione residente. Le istituzioni comunali, le associazioni di categoria e gli imprenditori locali saranno chiamati a definire misure che favoriscano una convivenza equilibrata tra attività rivolte al turismo e servizi per chi vive la città tutto l'anno.
In prospettiva, monitorare l'evoluzione delle aperture e delle chiusure, nonché raccogliere dati aggiornati su fatturati, occupazione e orari di attività, sarà utile per orientare politiche locali mirate a sostenere la diversità commerciale e la qualità della vita urbana.