Udienza al Tribunale dell'Aquila sul disastro del Misa: sentiti medici legali e funzionaria della Prefettura
Prosegue al Tribunale dell'Aquila il dibattimento sulla tragica alluvione che colpì Senigallia il 3 maggio 2014. Nella giornata di ieri sono stati ascoltati i medici legali che hanno redatto perizie volte a stabilire se le cause dei decessi siano direttamente connesse all'esondazione del fiume Misa. In aula ha deposto anche una residente di via Bolzano e una funzionaria della Prefettura.
Durante l'udienza è stato richiamato il ruolo della sala operativa integrata della protezione civile regionale, la struttura che coordina gli interventi sul territorio. È emerso che la sala operativa fu aperta alle 8:15, cioè un'ora dopo la convocazione del Centro operativo comunale (COC) decisa dall'allora sindaco.
- Data dell'evento: 3 maggio 2014 (alluvione di Senigallia)
- Prossime udienze: 13 ottobre per nuovi testi; 3 novembre per l'interrogatorio di Maurizio Mangialardi
- Imputati: oltre a Mangialardi, sette persone tra cui l'ex sindaca Luana Angeloni e funzionari tecnici di Comune, Provincia e Regione
L'ex sindaco di Senigallia, oggi consigliere regionale del Partito Democratico e unico ex primo cittadino rimasto a processo per quell'alluvione, ha dichiarato di voler essere interrogato e ha accolto la richiesta del giudice. Il procedimento riguarda il reato di inondazione colposa, con altre posizioni aperte nei confronti di amministratori e figure tecniche.
«Sono soddisfatto di come sta proseguendo il processo perché stanno emergendo elementi che confermano quanto ho sempre sostenuto. Le testimonianze e i documenti acquisiti stanno consentendo una ricostruzione dei fatti sempre più precisa, anche con riferimento alle competenze e alla sequenza degli eventi. Dopo anni di ricostruzioni spesso parziali e speculative oggi è il dibattimento a parlare. Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e continuo ad affrontare questo processo con serenità, certo che l’accertamento dei fatti porterà a una valutazione corretta delle responsabilità».
Per la città dell'Aquila, che ospita l'istruttoria penale, il calendario processuale comporta un'intensa attività del Tribunale e una decisa attenzione mediatica e istituzionale. Il corso del dibattimento potrà chiarire passaggi temporali e competenze nella gestione dell'emergenza tra enti locali e strutture regionali di protezione civile, elementi che hanno rilevanza anche per chi, sul territorio aquilano, si occupa di pianificazione e protezione civile.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Evento | Alluvione del Misa |
| Data evento | 3 maggio 2014 |
| Apertura sala operativa | 08:15 (giorno dell'alluvione) |
| Prossima udienza per testi | 13 ottobre |
| Interrogatorio Mangialardi | 3 novembre |
Il procedimento vede a vario titolo coinvolti amministratori e tecnici: tra gli imputati figura anche l'ex sindaca Luana Angeloni. In un altro filone giudiziario relativo all'alluvione del 2022, invece, i sindaci inizialmente indagati erano poi stati esclusi con archiviazioni, lasciando in capo responsabilità a figure tecniche. Il confronto processuale a L'Aquila si annuncia quindi decisivo per ricostruire gli aspetti istruttori e le responsabilità legate alla gestione dell'emergenza.
Per la cittadinanza locale resta centrale il tema delle procedure di allertamento e di coordinamento tra Comuni e strutture regionali di protezione civile: le risultanze del dibattimento potranno avere ripercussioni sulle future modalità operative e sulla valutazione delle responsabilità amministrative in caso di eventi calamitosi.