La polemica al Liceo Buratti: riemerge una scritta del passato
Al Liceo Mariano Buratti di Viterbo, durante i lavori di ristrutturazione in corso sull’edificio scolastico, è ricomparsa sul frontone la dicitura «Casa del Balilla». La segnalazione, resa pubblica dalla Rete degli Studenti Medi, ha innescato un immediato confronto in città sul significato di questa scelta e sulla gestione del cantiere. Il tema tocca la memoria storica e il profilo identitario dell’istituto, intitolato al professore e partigiano Mariano Buratti.
La denuncia degli studenti e le richieste alle istituzioni
Il sindacato studentesco territoriale parla di un atto non neutrale. La posizione è stata formalizzata con una nota e con dichiarazioni che sollecitano un intervento rapido. In particolare, il segretario generale della Rete degli Studenti Medi di Viterbo, Lorenzo Colonna, sostiene che non si tratti di un ripristino a fini conservativi, ma di una riscrittura intervenuta oggi rispetto a una dicitura rimossa nel dopoguerra.
«La scritta venga immediatamente rimossa, restituendo allo spazio i valori della nostra Costituzione».
Sulla stessa linea il coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, Simone Montori, che chiede che siano chiarite le modalità con cui la scritta è ricomparsa e chi abbia autorizzato l’intervento, chiamando in causa Ministero e Provincia per fornire spiegazioni puntuali.
«Vengano chiarite immediatamente le dinamiche di quanto accaduto. Pensare che su una scuola pubblica possano campeggiare scritte legate al periodo della dittatura fascista è inaccettabile».
Cosa sappiamo finora
Dalle informazioni diffuse emerge uno scenario che, in attesa di risposte formali, pone alcune questioni operative e istituzionali. Di seguito i punti fermi ad oggi:
- La dicitura «Casa del Balilla» è apparsa sul frontone durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio scolastico.
- Gli studenti denunciano l’episodio e chiedono la rimozione immediata della scritta.
- Viene richiesto un chiarimento agli enti competenti, con riferimento espresso a Ministero e Provincia.
| Quando | Dove | Cosa è emerso | Chi interviene |
|---|---|---|---|
| Durante i lavori in corso | Liceo Mariano Buratti, Viterbo | Ricomparsa della scritta «Casa del Balilla» sul frontone | Rete degli Studenti Medi (territoriale e regionale) |
Impatto locale e nodi aperti
La vicenda investe un tema sensibile per Viterbo: la gestione del patrimonio edilizio scolastico e il rapporto con stratificazioni storiche che attraversano gli stabili pubblici. Al centro, la domanda su finalità e criteri adottati nel cantiere: se si sia trattato di un restauro conservativo con finalità documentarie o di un intervento che introduce oggi un segno riconducibile a un periodo storico e politico preciso. La Rete degli Studenti Medi sostiene che la frase fosse stata rimossa nel dopoguerra e che la sua riapparizione non possa essere ricondotta a una semplice operazione di pulitura o consolidamento.
Per la comunità scolastica e cittadina, il caso tocca anche la coerenza simbolica tra l’intitolazione dell’istituto a Mariano Buratti e la presenza, sulla facciata, di una dicitura legata al ventennio fascista. Il nodo, dunque, non è solo tecnico, ma riguarda il messaggio pubblico che un edificio scolastico veicola nel suo spazio urbano quotidiano.
In attesa di chiarimenti ufficiali
Al momento, dalla documentazione resa nota emerge la richiesta formale di chiarimenti alle autorità competenti. Restano da definire: l’iter decisionale che ha condotto alla comparsa della scritta, le eventuali autorizzazioni rilasciate, i presupposti tecnici e culturali del cantiere, nonché le azioni che verranno intraprese a seguito delle istanze presentate dagli studenti. Fino a quando non arriveranno risposte ufficiali, il confronto pubblico continuerà a concentrarsi su trasparenza, tempistiche e responsabilità dell’intervento.
Per Viterbo, la soluzione della vicenda potrà fornire un precedente utile su come coniugare tutela della memoria, esigenze di conservazione e valori costituzionali all’interno degli spazi educativi. La chiarezza delle procedure e la condivisione delle scelte con la comunità scolastica rappresentano, in questa fase, gli elementi attesi.