Una città riunita per il tecnico che scrisse la pagina più alta del calcio veronese
Verona si è fermata oggi per dare l'ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli. Nella basilica di San Zeno, gremita sia all'interno sia nel sagrato, sono intervenute quasi 2.000 persone per la cerimonia funebre dell'allenatore che guidò l'Hellas al trionfo dello scudetto nel 1985. Il sindaco Damiano Tommasi ha proclamato il lutto cittadino e disposto le bandiere a mezz'asta in segno di rispetto.
Il corteo e la funzione hanno richiamato volti noti del calcio italiano e veronese: in prima fila la squadra attuale dell'Hellas Verona guidata dall'allenatore Marco Baroni, i protagonisti di quel 12 maggio, e dirigenti ed ex tecnici come Nevio Scala. Alla bara, accanto alla moglie Rosanna, sono state deposte la sciarpa gialloblù e altri simboli riconducibili alla storia del club, sistemati tra gli altri da Di Gennaro, Tricella e dallo stesso Baroni.
Momenti di commozione e ricordi personali
La celebrazione, officiata dal vescovo Domenico Pompili, ha alternato profonda riflessione spirituale e ricordi che hanno strappato sorrisi e commozione. Il vescovo ha ricordato l'affetto che legava Bagnoli alla moglie e ha citato una delle battute rimaste impresse nella memoria collettiva.
“Se cercate i ladri sono dall’altra parte”
Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche i familiari e i nipoti, che hanno richiamato aspetti più intimi della figura di Bagnoli, e poi il ricordo dei suoi ex giocatori. Roberto Tricella, portavoce di quella generazione, ha definito il rapporto tra allenatore e squadra in termini affettivi e formativi:
“Grazie per averci insegnato il rispetto, l’umiltà e il saper vivere. Sempre a testa bassa facendo ricorso alle nostre sole forze.”
Il significato per la città
La partecipazione massiccia e la presenza istituzionale testimoniano come Bagnoli fosse percepito non soltanto come un tecnico di successo ma come una figura centrale nell'immaginario cittadino. Lo striscione esposto dai tifosi lo ha definito «condottiero silenzioso», richiamando l'immagine di un allenatore sobrio, concreto e profondamente legato alla comunità veronese.
- Luogo: Basilica di San Zeno, Verona
- Presenze: quasi 2.000 tra interno e sagrato
- Presenze illustri: campioni dello scudetto 1985, Marco Baroni, Nevio Scala, autorità comunali
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Data | 21 luglio 2026 |
| Luogo | Basilica di San Zeno, Verona |
| Partecipazione stimata | circa 2.000 persone |
La cerimonia ha avuto momenti di forte intensità emotiva: giocatori come Preben Elkjaer, Pierino Fanna, Gigi Sacchetti e altri componenti della formazione del 1985 si sono alternati tra le prime file e il contatto diretto con i tifosi, con gesti semplici come l'avvicinarsi alla folla per stringere mani. Il saluto collettivo è diventato così un rito per la città, che ha voluto commemorare l'uomo che ha contribuito a costruire un'identità sportiva e sociale riconosciuta oltre i confini locali.
La proclamazione del lutto cittadino e le bandiere a mezz'asta segnano il riconoscimento istituzionale di un lascito che a Verona resterà anche come memoria condivisa: non solo un trionfo sportivo, ma un modello di valori e di rapporto umano che ha segnato più generazioni.