Allarme per la sicurezza degli operatori sanitari al Castelli
I carabinieri della Sezione Radiomobile di Verbania hanno denunciato in stato di libertà tre persone ritenute responsabili di una serie di fatti violenti e minacce verificatisi negli ultimi mesi presso l'ospedale Castelli e a bordo di mezzi di soccorso del territorio. Le contestazioni vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale al porto abusivo di armi, fino a denunce per percosse aggravate contro personale sanitario, reato procedibile d'ufficio introdotto nel 2020.
Il primo episodio, collocato alla fine di giugno, ha richiesto l'intervento dei militari all'interno della struttura sanitaria: un uomo di 72 anni, proveniente dal Cusio, era armato di una spranga di metallo e aveva minacciato le persone presenti. Per quell'episodio sono state contestate le accuse più gravi tra quelle riportate.
Nei primi giorni di agosto, in un arco temporale di 48 ore, si sono poi registrati altri due interventi. Il 5 agosto un 29enne richiedente asilo, in evidente stato di alterazione dovuta all'alcol, avrebbe aggredito il personale del Pronto Soccorso che tentava di curarlo e avrebbe tenuto un comportamento ostile anche nei confronti dei carabinieri intervenuti. Il giorno seguente un 36enne residente nel Verbano avrebbe invece aggredito l'equipaggio medico all'interno di un'ambulanza durante il trasferimento verso il DEA.
Impatto locale e numeri
Questi episodi riportano l'attenzione sul tema della tutela degli operatori sanitari nella provincia: secondo l'Osservatorio Nazionale, la Regione Piemonte ha registrato 1.621 segnalazioni di aggressioni al personale sanitario nell'arco di un anno, con 2.207 operatori coinvolti (in circa il 61% dei casi infermieri). Nel solo territorio del Verbano-Cusio-Ossola, dall'inizio dell'anno, le forze dell'ordine sono intervenute 17 volte negli ospedali di Verbania e Domodossola per gestire persone in stato di agitazione.
- Fine giugno: intervento per uomo armato di spranga (72 anni) — denunce per resistenza, porto abusivo d'arma, minacce e interruzione di pubblico servizio.
- 5 agosto: 29enne richiedente asilo in stato di alterazione alcolica — aggressione al Pronto Soccorso, condotta anche verso i carabinieri.
- 6 agosto: 36enne del Verbano — aggressione all'equipaggio medico durante il trasporto in ambulanza (contestato reato di percosse aggravate).
| Voce | Dati |
|---|---|
| Segnalazioni in Piemonte (anno) | 1.621 |
| Operatori coinvolti | 2.207 |
| Interventi nel VCO (anno in corso) | 17 |
Le contestazioni mosse ai due uomini arrestati ad agosto includono la fattispecie prevista per le aggressioni a personale sanitario mentre svolge le proprie funzioni, norma che consente l'intervento d'ufficio da parte delle forze dell'ordine. Per il 72enne del Cusio, invece, le accuse sono legate anche al possesso e all'uso di un'arma impropria e all'impedimento delle normali attività del presidio.
Per i cittadini di Verbania e dell'intera provincia, questi fatti segnalano una doppia criticità: la necessità di garantire l'incolumità degli operatori sanitari e quella di preservare la funzionalità dei servizi ospedalieri e del soccorso. Le denunce avviate pongono ora sotto osservazione le modalità di gestione della sicurezza all'interno delle strutture e sugli ambiti di trasporto sanitario.
Le autorità competenti hanno proceduto con le contestazioni previste dalla legge; rimane aperto il tema delle misure preventive e di supporto per gli operatori, così come il monitoraggio dei casi che richiedono interventi delle forze dell'ordine nei presidi sanitari del territorio.