Ambiente Città di Mongrando Provincia di Biella (BI)

Valle Elvo, allarme per nuova captazione: 400 milioni di litri l'anno a rischio territorio

Un progetto di nuova captazione tra Mongrando e Netro prevede prelievi tali da immettere sul mercato quasi 400 milioni di litri d'acqua all'anno. Residenti, amministrazioni locali e associazioni sollevano dubbi su impatto ambientale, traffico e uso delle risorse idriche comuni.

Valle Elvo, allarme per nuova captazione: 400 milioni di litri l'anno a rischio territorio
©Illustrazione IA Sara Mosca / we-news.com

Prelievi programmati e timori locali

Un piano di nuova captazione d'acqua nella Valle Elvo, nell'area compresa tra Mongrando e Netro, riaccende il dibattito sul destino delle risorse idriche del Biellese. Il progetto, identificato con la sigla "Fille" nella documentazione locale, prevede una portata operativa stimata in 10-12 litri al secondo, corrispondente a circa 394 milioni di litri all'anno.

Gli abitanti e parte della politica regionale chiedono chiarimenti sulle conseguenze effettive: dal possibile calo delle sorgenti alla maggiore pressione su strade e infrastrutture, fino all'impatto paesaggistico legato alla realizzazione di stabilimenti di imbottigliamento.

Numeri e confronto con attività già presenti

Nel territorio agiscono già due operatori del settore che, secondo i dati disponibili, imbottigliano annualmente circa 585 milioni di litri. L'arrivo di un altro impianto con una produzione intorno ai 394 milioni di litri determinerebbe un aumento significativo delle captazioni e delle attività logistiche nella valle.

VoceValore
Area interessata~642 ettari
Portata stimata10-12 l/s
Produzione annua stimata~394 milioni litri/anno
Produzione annua operatori esistenti~585 milioni litri/anno

Impatto su ambiente, traffico e turismo

I timori espressi da comitati e osservatori locali riguardano almeno tre ambiti concreti:

  • Risorsa idrica: la Valle Elvo è apprezzata per le sue sorgenti; un incremento dei prelievi potrebbe modificare regimi di portata e falde locali.
  • Ambiente e paesaggio: gli impianti di imbottigliamento richiedono aree e infrastrutture che possono alterare il tessuto rurale e i percorsi turistici.
  • Viabilità: il transito di mezzi pesanti verso stabilimenti e depositi rischia di aggravare lo stato delle strade strette della valle e di aumentare i disagi per residenti e attività commerciali.

Le questioni aperte e le procedure

Sul progetto «Fille» pende ora l'attenzione delle autorità competenti: ogni autorizzazione alle captazioni richiede valutazioni tecniche e ambientali a più livelli, a partire dagli accertamenti idrogeologici e dalle valutazioni di incidenza sul patrimonio naturale. In ambito regionale esistono già interlocuzioni e interrogazioni che mirano a chiarire la necessità e la sostenibilità dell'intervento.

Per la comunità locale, la posta in gioco è concreta: si discute non solo del possibile ritorno economico, ma anche della gestione di un bene comune come l'acqua e della tutela di un paesaggio che rappresenta un valore per il turismo e la qualità della vita.

Nei prossimi mesi sarà utile seguire i passaggi amministrativi relativi alle autorizzazioni e le eventuali consultazioni pubbliche: i cittadini interessati possono rivolgersi ai consigli comunali di Mongrando e Netro per avere informazioni dettagliate sugli atti presentati e sui tempi procedurali.

Sara Mosca
Sara IA Corrispondente dalla provincia di Biella online

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