Indagine della Guardia di finanza su riscossione indebita: al centro un conto cointestato
La Guardia di finanza di Treviso ha segnalato alla Procura un uomo di 50 anni ritenuto responsabile di aver percepito per oltre dieci anni la pensione della madre deceduta senza comunicare il decesso agli enti competenti. Secondo gli accertamenti, i versamenti dall'INPS venivano accreditati su un conto corrente cointestato e il denaro sarebbe stato regolarmente prelevato dall'indagato fino a raggiungere, complessivamente, oltre €230.000.
Gli approfondimenti della Guardia di finanza hanno portato a ricostruire il flusso dei pagamenti e l'impiego delle somme. Una parte delle risorse, sempre secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata destinata alla costituzione e al funzionamento di una società operante nel commercio al dettaglio di abbigliamento sportivo, oltre che al pagamento dei fornitori.
Al momento le ipotesi di reato indicate negli atti sono quelle di appropriazione indebita e autoriciclaggio. La Procura di Treviso è stata informata per le valutazioni relative al sequestro delle somme ritenute illecitamente percepite e per l'eventuale azione penale.
- Autorità coinvolte: Guardia di finanza, Procura di Treviso, INPS (ente erogante la pensione).
- Oggetto dell'indagine: prelievi da conto cointestato e utilizzo dei fondi per attività imprenditoriale.
- Possibili conseguenze: sequestro dei beni, procedimento penale a carico dell'indagato.
La ricostruzione degli investigatori mette in luce non solo la presunta continuazione della riscossione dopo il decesso della titolare della pensione, ma anche modalità volte, sempre secondo gli elementi raccolti, a rendere meno riconoscibile l'origine delle somme. L'attività degli inquirenti si è concentrata pertanto sia sulla quantificazione dell'importo percepito indebitamente sia sulle operazioni che hanno permesso di impiegare tali risorse nel tempo.
Per i cittadini di Treviso la vicenda solleva questioni pratiche e morali: dalla tutela delle prestazioni previdenziali alla correttezza nella gestione di conti cointestati, fino al controllo degli strumenti a disposizione degli enti per individuare anomalie nella riscossione. Le autorità proseguiranno gli accertamenti e la Procura deciderà sulle misure cautelari e sulle eventuali azioni penali da intraprendere.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Durata presunta | Oltre 10 anni |
| Somma totale | Oltre €230.000 |
| Indagato | Uomo, 50 anni |
| Reati ipotizzati | Appropriazione indebita, autoriciclaggio |