Controllo in cella: il quadro emerso dalla visita
Una delegazione del Partito Democratico ha effettuat o un sopralluogo alla casa circondariale Santa Bona di Treviso lo scorso 31 luglio, portando alla luce condizioni che la delegazione definisce di «forte pressione» per via del sovraffollamento e della carenza di organico. All'incontro hanno partecipato la deputata Rachele Scarpa, il capogruppo Pd in Consiglio regionale del Veneto Giovanni Manildo e il consigliere regionale Paolo Galeano.
I numeri chiave
Dai dati raccolti durante la visita emergono elementi quantitativi preoccupanti e inequivocabili per la gestione quotidiana della struttura.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Detenuti presenti | 224 |
| Capienza regolamentare | 132 |
| Agenti in servizio | 103 (previsti 132) |
La Direzione indica una soglia di tollerabilità attorno a 182 presenze; il numero attuale si avvicina quindi a un affollamento pari a circa il 170% della capienza regolamentare.
Impatto sulle persone e sui servizi
Secondo quanto emerso, il sovraffollamento incide sia sulla qualità della vita dei detenuti sia sulle condizioni di lavoro del personale penitenziario. Durante il sopralluogo la delegazione ha incontrato agenti, operatori dell'area educativa e dell'area sanitaria: la carenza di organico e gli spazi ridotti complicano la gestione dei percorsi trattamentali e le attività riabilitative.
- Riduzione dell'uso di psicofarmaci ad alta dipendenza segnalata come risultato positivo nell'ultimo anno;
- Eventi critici dimezzati nell'ultimo anno, secondo la delegazione;
- Richiesta di inserire stabilmente un Educatore Professionale nell'équipe sanitaria multidisciplinare.
Richieste e prossimi passi istituzionali
Tra le proposte avanzate vi è l'intenzione di portare l'attenzione sulle criticità riscontrate all'Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana, in funzione di una programmazione della sanità penitenziaria che possa integrare figure professionali e servizi. I rappresentanti presenti hanno annunciato che riporteranno i dati raccolti agli organi competenti, con l'obiettivo di tradurre l'osservazione diretta in interventi concreti.
“Bisogna aver visto per raccontare la verità delle nostre carceri.”
La frase, pronunciata nel corso dell'iniziativa nazionale del Pd "Bisogna aver visto", sottolinea la necessità di sopralluoghi per valutare le condizioni reali negli istituti penitenziari, rispetto a dati e segnalazioni che altrimenti resterebbero astratti.
Conseguenze locali
Per la comunità trevigiana le criticità rilevate possono tradursi in diversi effetti tangibili: pressione sui servizi sanitari dedicati al circuito penitenziario, maggiore carico di lavoro per gli operatori locali e possibili ripercussioni sulla sicurezza interna alla struttura. Le richieste rivolte all'Ulss e la segnalazione al livello nazionale mirano a ottenere risposte nelle dotazioni di personale e nell'organizzazione delle attività trattamentali.
Resta ora da vedere quali interventi saranno concretamente avviati dalle autorità competenti per ridurre la sproporzione tra capienza e presenza, e per garantire condizioni lavorative e trattamentali adeguate nel carcere di Treviso.