Pressione sui progetti per la viabilità: la Svp chiede passi concreti
La frustrazione nell'area della Svp a Bolzano è diventata pubblica e organizzata. A esprimerla con nettezza è stata Sylvia Hofer, responsabile del gruppo locale di Dodiciville, che ha richiamato l'attenzione sul divario tra promesse e realizzazioni infrastrutturali nella città capoluogo.
«Degli 11 miliardi del bilancio della Provincia, un miliardo è destinato agli investimenti per il capitolo della mobilità. ... Scopriamo che non si può fare il tunnel di Monte Tondo? Facciamo almeno la galleria del Guncina o la variante alla statale 12.»
Le parole di Hofer arrivano dopo l'intervento del sindaco Claudio Corrarati e sono state al centro di una seduta tematica del gruppo di Dodiciville, dedicata ai problemi del traffico cittadino. All'incontro è stato invitato anche Franz Locher, consigliere provinciale ed ex sindaco di Sarentino, ritenuto un riferimento per le soluzioni di mobilità adottate nella sua valle.
Il nodo è politico e tecnico insieme: sul tavolo rimangono progetti annunciati da anni, compresi quelli fissati nell'«Agenda Bolzano», firmata nel 2018 tra il presidente provinciale Arno Kompatscher e il sindaco di allora Renzo Caramaschi. L'accordo prevedeva opere per un valore complessivo stimato, con finanziamenti ripartiti tra Provincia e Comune, ma numerosi interventi risultano ancora fermi sulla carta.
- Risorse provinciali: il bilancio provinciale complessivo citato è di 11 miliardi, con circa 1 miliardo riservato alla mobilità.
- Agenda Bolzano: nell'accordo del 2018 sono indicati investimenti per 410 milioni, di cui 350 a carico della Provincia e 60 del Comune.
- Interventi in discussione: tunnel di Monte Tondo, galleria del Guncina, variante alla statale 12.
Secondo la ricostruzione dei rappresentanti locali, l'assenza di cantieri concreti a Bolzano contrasta con l'accelerazione di opere in altre aree della provincia, spesso anche in borghi minori. Questa percezione sta alimentando tensioni interne al partito e interroga la giunta provinciale sul ritmo di attuazione degli investimenti.
Conseguenze pratiche e ricadute per i cittadini
Il prolungamento del contenzioso politico sulla mobilità ha risvolti immediati per chi vive o lavora a Bolzano: pressione sul traffico, tempi di percorrenza più lunghi e costi indiretti per imprese e pendolari. L'esempio citato durante l'incontro di Dodiciville — la rapidità dei collegamenti nella Val Sarentino dopo gli interventi locali — viene indicato come modello di riferimento per possibili soluzioni anche per il capoluogo.
Durante gli ultimi incontri tecnici tra Provincia e amministrazione comunale sono state illustrate due ipotesi per il tunnel di Monte Tondo: una configurazione particolarmente utile per la viabilità cittadina prevederebbe un'uscita all'altezza della rotonda davanti ai Magazzini. Tuttavia, dalle conversazioni pubbliche emergono dubbi tecnici e amministrativi che stanno rallentando la definizione del progetto.
Prossimi passi e interlocutori
La richiesta del gruppo Svp è chiara: utilizzare la quota del bilancio destinata alla mobilità per trasformare in cantieri i progetti più urgenti. I protagonisti cui spetta dare risposte sono la giunta provinciale e gli uffici tecnici, insieme all'amministrazione comunale guidata da Claudio Corrarati — che ha tentato in questi mesi di imprimere un'accelerazione, ma si è scontrato con complessità non ancora superate.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Bilancio provinciale | 11 miliardi |
| Capitolo mobilità | 1 miliardo |
| Agenda Bolzano (totale) | 410 milioni |
| Di cui Provincia | 350 milioni |
| Di cui Comune | 60 milioni |
Se la situazione non dovesse sbloccarsi, è probabile che il tema assuma maggiore rilevanza politica locale, con pressioni crescenti da parte dei gruppi cittadini e con possibili ricadute elettorali nei prossimi appuntamenti. Per i residenti resta la necessità di risposte pratiche: riduzione della congestione, sicurezza stradale e tempi certi per l'apertura dei cantieri.
In questo quadro, la richiesta esplicita della Svp locale è che la Provincia non limiti gli interventi alle zone extrasuburbane ma metta in priorità i progetti che impattano direttamente sulla qualità della vita del capoluogo.