Intervento istituzionale per verificare proprietà e vincoli, gli eredi disponibili a discutere
Il destino dell'Hotel Su Pallosu, imponente struttura inaugurata nel 1969 e chiusa dal 2011, torna al centro del dibattito pubblico locale. Il prossimo Consiglio comunale di San Vero Milis discuterà una mozione presentata dal consigliere Andrea Atzori che impegna l'Amministrazione a convocare un tavolo con i proprietari e ad avviare accertamenti amministrativi per chiarire lo stato giuridico e le eventuali possibilità di recupero dell'edificio.
La proprietà è oggi nelle mani degli eredi del fondatore, la famiglia Carta. Uno di loro, Edoardo Carta, ha dichiarato la disponibilità a confrontarsi dopo anni di trattative andate a vuoto e di visite di possibili acquirenti. La vicenda, che coinvolge aspetti urbanistici e d'uso civico, aveva finora impedito una cessione e la riqualificazione dell'area.
"Spero che qualcuno riesca finalmente a far decollare nuovamente ciò che mio papà aveva realizzato con fatica e coraggio"
La mozione individua più azioni operative: verificare la titolarità effettiva, accertare l'esistenza di vincoli a tutela paesaggistica o di uso civico e valutare la disponibilità a ipotesi diverse — dalla vendita alla cessione o a progetti di riconversione. Inoltre il provvedimento chiede al Comune di attivare una interlocuzione istituzionale con la Regione per verificare se esistono bandi, strumenti o finanziamenti in grado di favorire il recupero e la messa in sicurezza della struttura.
Perché la questione interessa il territorio
L'Hotel Su Pallosu è collocato a pochi metri dal mare nel litorale del Sinis, un'area con forte valore turistico, naturalistico e sociale per le comunità costiere. La permanenza di una struttura dismessa da oltre un decennio ha ricadute su vari fronti:
- ambientale: rischio degrado e necessità di interventi di messa in sicurezza;
- paesaggistico: incidenza sul profilo costiero e compatibilità con vincoli territoriali;
- economico: potenziale di ricadute occupazionali e ricettive in caso di riqualificazione;
- proprietà: questioni giuridiche legate all'uso civico segnalate dalla famiglia proprietaria.
La storia raccontata dagli eredi evidenzia i ripetuti tentativi di vendita. Secondo quanto riferito, numerosi interessati si sarebbero presentati con risorse economiche congrue per l'acquisto, ma le pratiche si sarebbero bloccate a causa di ostacoli amministrativi. La mozione comunale intende dunque chiarire questi aspetti per capire se esistano impedimenti formali che impediscono il riutilizzo dell'immobile.
Strade praticabili e passaggi successivi
Se la Giunta accoglierà la mozione, le fasi successive potranno comprendere:
- verifiche catastali e documentali sulla titolarità e sugli oneri di uso civico;
- analisi di vincoli paesaggistici e ambientali a cura degli uffici comunali e regionali;
- ricerca di strumenti di finanziamento o bandi regionali che possano sostenere la messa in sicurezza o la riqualificazione;
- eventuale costituzione di un tavolo tecnico con i proprietari e portatori di interesse.
| Voce | Informazione nota |
|---|---|
| Anno apertura | 1969 |
| Chiusura | 2011 |
| Proposta economica riferita dagli eredi | 1.600.000 euro (interessati con offerta) |
| Iniziativa comunale | mozione per tavolo con proprietari e interlocuzione con la Regione |
Per gli abitanti della zona la riapertura o l'avvio di un progetto di recupero potrebbe tradursi in nuovi posti di lavoro stagionali e in un rilancio dell'offerta turistica locale; d'altro canto qualsiasi intervento dovrà confrontarsi con le norme di tutela del territorio e la sensibilità verso la conservazione del paesaggio costiero.
La mozione è il primo atto formale di una possibile nuova fase. Spetterà agli uffici comunali e — se coinvolta — alla Regione verificare tempi e percorribilità amministrativa. Nel frattempo la comunità seguirà con attenzione l'esito del confronto: per molti residenti l'hotel non è solo un edificio, ma un pezzo di memoria locale collegato ad anni di frequentazione della costa del Sinis.
Impatto pratico per i cittadini: chiunque voglia partecipare al dibattito pubblico potrà farlo durante la seduta consiliare in cui la mozione sarà discussa; eventuali progettualità di recupero, se avviate, saranno soggette a procedure autorizzative pubbliche con fasi di consultazione e valutazioni tecniche.