Risultati in linea con l’indagine 2015 ma la questione del rumore rimane centrale
Uno studio epidemiologico commissionato da Sacbo e condotto da Ats Bergamo in collaborazione con l’università Milano‑Bicocca segnala che, nella zona attorno all’aeroporto di Orio al Serio, non si è registrato un aumento dei rischi sanitari rispetto ai dati del 2015. La ricerca ha confrontato territori più esposti alle rotte aeree con aree di controllo più lontane dallo scalo e ha preso in esame indicatori quali mortalità, ricoveri, consumo di farmaci e qualità dell’aria.
Lo studio è stato realizzato integrando più tipi di dati e metodologie: dall'analisi della letteratura scientifica alla valutazione epidemiologica basata su registri sanitari, fino al monitoraggio ambientale e a un questionario rivolto ai residenti. Questo approccio ha permesso una lettura complessiva e confrontabile con l’indagine condotta undici anni fa.
“Nulla è cambiato, servono interventi concreti e mirati”
Nonostante il quadro complessivo definito sovrapponibile alle condizioni rilevate nel 2015, lo studio conferma che il disturbo principale per la popolazione rimane l’impatto acustico generato dall’attività aeroportuale. Il rumore viene indicato come l’elemento di maggiore disagio dai residenti delle aree maggiormente interessate dalle rotte, in particolare nei quartieri meridionali della città di Bergamo e nei 16 Comuni coinvolti dall’indagine.
Metodologia in quattro fasi e coinvolgimento dei residenti
- Revisione della letteratura e definizione del disegno di studio basato su dati di mortalità, ricoveri e consumi di farmaci;
- Acquisizione e analisi dei dati ambientali, con particolare attenzione agli inquinanti atmosferici;
- Indagine trasversale tramite campionamento e somministrazione di un questionario volontario e anonimo ai residenti;
- Integrazione e interpretazione dei risultati per ottenere una valutazione complessiva.
Il questionario ha coinvolto abitanti dei quartieri meridionali di Bergamo e dei sedici Comuni maggiormente esposti alle rotte. I promotori dello studio sottolineano che la partecipazione è stata volontaria e anonima, parte di un percorso che ha cercato di combinare dati epidemiologici e percezione dei cittadini.
Implicazioni per i territori e richieste delle istituzioni locali
Dalla lettura dei risultati emergono due indicazioni principali per le amministrazioni locali e per i gestori dello scalo: la conferma della necessità di monitorare costantemente gli indicatori sanitari e ambientali, e la priorità di affrontare l’impatto acustico che continua a pesare sulla qualità della vita dei residenti. Diverse amministrazioni comunali e la Provincia di Bergamo hanno già espresso preoccupazione e chiesto risposte concrete sul fronte del rumore.
Per i cittadini interessati dalla ricerca, i punti pratici da considerare sono:
- il monitoraggio periodico dei dati sanitari e ambientali potrà fornire ulteriori elementi di confronto nel tempo;
- se il disturbo acustico è avvertito in modo significativo, le amministrazioni locali restano il primo interlocutore per segnalazioni e richieste di intervento;
- eventuali misure di mitigazione (isole verdi, barriere acustiche, modifiche operative allo scalo) dovranno essere valutate in sede tecnica e decisionale alla luce dei risultati dello studio.
Il focus dello studio, realizzato con il supporto scientifico dell’università Milano‑Bicocca e con l’analisi dei dati messi a disposizione da Ats Bergamo e Sacbo, offre quindi una fotografia aggiornato dello stato di salute della popolazione esposta. Resta però aperta la partita delle azioni concrete sul territorio, in particolare quelle rivolte a ridurre l’inquinamento acustico, che le comunità locali indicano come priorità.
| Ambito valutato | Esito rispetto al 2015 |
|---|---|
| Mortalità | Sovrapponibile |
| Ricoveri | Sovrapponibile |
| Consumo di farmaci | Sovrapponibile |
| Qualità dell'aria | Non evidenziato peggioramento |
| Impatto acustico | Rimane principale elemento di disturbo |
Il passo successivo sarà la definizione di misure tecniche e politiche che possano rispondere alla preoccupazione dei residenti, bilanciando le esigenze operative dello scalo con la tutela della qualità della vita nei Comuni interessati. Le amministrazioni locali hanno già annunciato l'intenzione di chiedere interventi mirati; spetterà ora ai tavoli tecnici e alle istituzioni regionali tradurre i risultati in azioni concrete.