La provincia di Siena risulta nettamente sotto la media nazionale nella diffusione delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), il documento con cui una persona indica in anticipo le proprie scelte terapeutiche in caso di incapacità di decidere. Secondo l'analisi dell'Osservatorio sulle Dat dell'Associazione Luca Coscioni, il territorio senese si colloca al 75° posto tra le province italiane, con una Dat ogni 203 abitanti e un totale di 1.091 documenti registrati (1.083 presenti nelle banche dati).
Numeri e confronto regionale
Il quadro toscano mostra una diffusione mediamente più alta rispetto a Siena: la regione presenta una Dat ogni 147 abitanti e occupa il 9° posto nella classifica nazionale. Tuttavia, anche in Toscana esistono marcate differenze tra province.
| Area | Dat per abitante | Documenti totali |
|---|---|---|
| Provincia di Siena | 1 ogni 203 abitanti | 1.091 (1.083 banche dati) |
| Toscana (regione) | 1 ogni 147 abitanti | — |
| Livorno | 1 ogni 120 abitanti | 2.258 |
| Prato | 1 ogni 156 abitanti | 1.408 |
| Grosseto | 1 ogni 133 abitanti | 1.397 |
| Firenze | 1 ogni 138 abitanti | 6.075 |
Contesto nazionale e crescita
A livello nazionale, nelle amministrazioni comunali che hanno fornito dati aggiornati per il 2023 e il 2025 sono stati depositati complessivamente 228.151 testamenti biologici dall'entrata in vigore della legge del gennaio 2018. Nello stesso campione la crescita registrata è stata del 18,2% rispetto al 2023. Nonostante questo incremento, la diffusione rimane disomogenea e la provincia di Siena si posiziona tra le aree meno raggiunte dall'informazione e dalle pratiche relative alle Dat.
"Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita."
La riflessione è di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, che indicano come principale criticità l'accesso all'informazione. Secondo l'Osservatorio, il miglioramento nella conoscenza delle Dat è spesso dovuto all'attività di organizzazioni civiche e cittadini impegnati sul tema, più che a iniziative istituzionali.
Impatto sul territorio e considerazioni pratiche
Per i residenti della provincia la scarsa diffusione delle Dat può avere conseguenze concrete. In assenza di un documento depositato, le scelte cliniche in situazioni di incapacità vengono prese dai familiari e dai medici secondo quanto previsto dalle norme, ma senza le indicazioni chiare del diretto interessato. Questo può generare incertezza nei percorsi assistenziali e conflitti familiari, oltre a limitare l'autodeterminazione del paziente.
- Chi vuole redigere una Dat deve informarsi sulle modalità di deposito previste dal proprio Comune o dall'Azienda sanitaria locale.
- È consigliabile confrontarsi con un medico di fiducia o un legale per capire le implicazioni e la formulazione delle disposizioni.
- Organizzazioni civiche locali possono essere un punto di contatto utile per ricevere informazioni pratiche sul procedimento.
La fotografia fornita dall'Osservatorio mette in evidenza la necessità di potenziare l'informazione pubblica e le iniziative territoriali a tutela del diritto alla scelta sulle cure di fine vita. Per la provincia di Siena, il dato di posizione in classifica segnala uno spazio ancora aperto per campagne informative, sportelli di supporto e collaborazioni tra istituzioni e associazioni sul territorio.
Duccio Neri
Corrispondente dalla provincia di Siena, We News