La nota ufficiale della Caritas e la reazione del vicinato
La Caritas diocesana di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino ha diramato una nota per smentire la diffusione di una notizia che attribuiva all’organizzazione la proposta di aprire un Cas (Centro di accoglienza straordinaria) da 80 posti in località Costalpino, nel territorio comunale di Siena. Secondo la Caritas, la voce è priva di fondamento ed è stata ricondotta a una vicenda diversa e già risolta nei mesi scorsi.
Nel comunicato la diocesi precisa che non è stata avanzata «nessuna proposta ufficiale per l’apertura di un Cas in località Costalpino». A seguito della trasferimento della Rsa di Costalpino, la proprietà aveva interpellato la Caritas su un possibile utilizzo della struttura e, a titolo esplorativo, era stata valutata l’ipotesi di destinare l’edificio a ospitalità per richiedenti asilo impegnati in studi universitari o attività lavorative nella zona di Siena.
La Caritas sottolinea però che ogni passo è stato subordinato al confronto con il vicinato. Il 13 luglio è stato indetto un incontro pubblico con la popolazione locale: «avendo registrato fin da subito la contrarietà, la questione è stata subito accantonata», si legge nella nota.
«Se fossimo stati interpellati avremmo potuto chiarire prima la situazione e si sarebbe evitata la pubblicazione di fake news che non fanno altro che alimentare malcontento e dissapori»
Numeri e fraintendimenti
La nota mette anche in evidenza un evidente errore numerico riportato da alcune ricostruzioni: talune versioni della notizia hanno parlato di 80 persone, mentre la struttura considerata «ne può ospitare al massimo 25», puntualizza la Caritas. L’associazione definisce quindi infondata sia la proposta sia la portata numerica attribuita all’ipotesi.
| Elemento | Quanto riportato |
|---|---|
| Posti attribuiti dalla notizia | 80 |
| Capacità reale della struttura | 25 |
| Stato della proposta | Ipotesi preliminare accantonata dopo confronto con i residenti |
Impatto locale e punti critici
La vicenda solleva due aspetti rilevanti per i residenti di Costalpino e per l’amministrazione cittadina:
- la necessità di chiarimenti tempestivi da parte di soggetti istituzionali e del terzo settore per evitare allarmismi;
- l’importanza del coinvolgimento della comunità locale prima di ogni decisione che riguardi strutture presenti nel tessuto urbano.
La Caritas afferma di essere «stupita» che, a oltre dieci giorni dall’incontro del 13 luglio in cui la proposta fu respinta dal vicinato, la notizia sia stata rilanciata e correlata ad altri fatti di cronaca locale. Nel comunicato si ribadisce la volontà di dialogare ma anche la critica alla diffusione di informazioni non verificate, che rischiano di alimentare tensioni tra residenti e soggetti coinvolti nell’accoglienza.
Prossimi passi
Al momento non sono stati annunciati ulteriori incontri ufficiali né proposte alternative prese in considerazione dalla Caritas riguardo alla struttura di Costalpino. Resta fermo l’impegno dichiarato a consultare preventivamente la popolazione quando si trattano scelte che possono avere impatto diretto sul quartiere.
Per i cittadini interessati, il chiarimento della Caritas costituisce una puntualizzazione ufficiale che dovrebbe contribuire a fermare la circolazione di informazioni errate. Resta aperto il tema più generale delle procedure di comunicazione e partecipazione alle scelte locali sul tema dell’accoglienza.