Provincia e gestione dell'emergenza idrica
Di fronte a un inizio d'estate particolarmente secco nelle regioni limitrofe, la Provincia autonoma di Trento conferma una posizione di disponibilità ad intervenire in aiuto ad altri territori, ma con una condizione chiara: prima di tutto vanno garantite le esigenze del Trentino.
Il presidente Maurizio Fugatti ha spiegato che, pur non escludendo assistenza a Veneto e Lombardia qualora giungessero richieste formali, la priorità rimane la tutela delle risorse idriche provinciali. La dichiarazione arriva mentre in Veneto è stato proclamato lo stato di emergenza e in Lombardia si segnala un deficit stimato al 36% rispetto alla media del periodo.
«Il Trentino non può certamente tirarsi indietro, qualora ci fosse una necessità idrica di altri territori… Prima di dare l'acqua agli altri, però, dobbiamo garantire le esigenze dei nostri territori»
Nel dettaglio, il tema coinvolge sia il versante delle forniture immediate sia quello degli investimenti strutturali. Fugatti ha ricordato le risorse ottenute dal PNRR: 110 milioni destinati agli acquedotti, cioè fondi già attivati dalla Provincia. Parallelamente, la necessità complessiva per il sistema acquedottistico provinciale viene quantificata, nelle parole del governatore, in circa 300 milioni.
Conseguenze locali e prime restrizioni
Sul territorio trentino si iniziano a vedere i primi provvedimenti di limitazione nell'uso dell'acqua potabile. A Brentonico, per esempio, sono state introdotte misure che vietano l'utilizzo di acqua potabile per:
- irrigazione di orti domestici;
- lavaggio di veicoli;
- riempimento di fontane ornamentali;
- riempimento di piscine private.
Si tratta di misure mirate a preservare le riserve per usi essenziali e per garantire la continuità del servizio idrico alle utenze civili e produttive.
Implicazioni pratiche per i cittadini
I trentini devono attendersi nei prossimi giorni un monitoraggio più stringente delle captazioni e possibili estensioni delle limitazioni, qualora il quadro meteorologico non dovesse migliorare. Le principali raccomandazioni sono:
- limitare gli sprechi domestici (docce brevi, non lasciar scorrere l'acqua inutilmente);
- evitare l'uso di acqua potabile per usi non essenziali;
- seguire gli aggiornamenti degli enti locali e del gestore idrico sui divieti e sulle possibili ordinanze.
La Provincia, pur pronta a fornire assistenza esterna se richiesta, ribadisce che ogni decisione di soccorso sarà subordinata alla verifica dello stato idrico provinciale e alla salvaguardia delle esigenze locali.
Dati finanziari e prospettive
La gestione a medio termine passa anche per gli interventi infrastrutturali. I 110 milioni del PNRR sono già stati richiamati come risorse assegnate alla rete acquedottistica; tuttavia, secondo quanto dichiarato da Fugatti, la cifra non copre l'intero fabbisogno stimato, indicato in circa 300 milioni. La differenza evidenzia la necessità di ulteriori stanziamenti o di progetti prioritari per la resilienza idrica.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Risorse PNRR per acquedotti | 110 milioni |
| Fabbisogno stimato complessivo | 300 milioni |
In assenza di precipitazioni significative, il rischio è che la pressione sulla risorsa idrica cresca, imponendo una gestione coordinata tra Provincia, comuni e gestori. Per i residenti dell'Alto Garda, della Val di Non e di altri bacini più vulnerabili, questo significa restare aggiornati sulle ordinanze locali e adottare comportamenti di risparmio idrico.
La Provincia invita i comuni a segnalare tempestivamente eventuali richieste di aiuto da parte di regioni vicine, specificando che ogni intervento esterno dipenderà dall'assenza di criticità interne al territorio trentino.