Pressione sulle commodity, borse in ordine sparso
La ripresa delle tensioni nello Stretto di Hormuz ha riportato l'incertezza sui mercati energetici e finanziari. La giornata europea ha registrato un andamento contrastato: dopo un'apertura positiva la seduta si è chiusa con risultati eterogenei tra i principali listini, mentre petrolio e gas hanno mostrato movimenti significativi. Questa dinamica, osservano gli analisti, mette sotto esame la trasmissione dello shock energetico sull'inflazione e sull'attività economica.
Andamenti di mercato e prezzi
Tra i principali listini, Milano è stata la migliore tra le piazze europee citate, seguita da Parigi e Francoforte; Londra invece ha chiuso in lieve calo. Sul fronte delle commodity, il Brent ha registrato una flessione percentuale rilevante, mentre il mercato del gas ha mostrato riprese fino a livelli che non si vedevano da mesi.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Milano (variazione) | +1,09% |
| Parigi (variazione) | +0,90% |
| Francoforte (variazione) | +0,89% |
| Londra (variazione) | -0,16% |
| Brent | -2,78% a 75,8 $ |
| Gas | superiore a 50 € / MWh (picco non registrato dallo scorso aprile) |
Le preoccupazioni della Banca centrale e il messaggio di Bruxelles
La Banca centrale europea continua a monitorare il rischio che il rincaro dell'energia si traduca nuovamente in pressioni diffuse sui prezzi. Dai verbali di giugno emergono timori sugli "ulteriori effetti indiretti" che uno shock dell'offerta potrebbe produrre sull'inflazione. Dall'Eurogruppo e dalla Commissione arriva però anche un invito alla cautela: l'economia europea, nelle parole dei rappresentanti comunitari, sta mostrando capacità di assorbire parte dello shock.
«Il cessate il fuoco è stato interrotto e i nuovi blocchi nello Stretto di Hormuz stanno avendo ripercussioni, ma nel complesso vediamo che l'economia europea si sta dimostrando resiliente di fronte a questo shock nell'approvvigionamento di petrolio e gas»
Impatto su famiglie e imprese
Per le famiglie il canale diretto è rappresentato dai prezzi dell'energia: aumenti del gas e del carburante incidono su bollette e costi dei trasporti. Per le imprese, specialmente quelle energivore e della logistica, la volatilità delle commodity può tradursi in costi operativi più alti e in maggiore incertezza nei piani di investimento. Se lo shock dovesse prolungarsi, la trasmissione ai prezzi al consumo sarebbe il principale canale attraverso cui la Bce potrebbe valutare la necessità di aggiustamenti politici.
Scenari e profili di rischio
- Se il blocco delle forniture dovesse intensificarsi, pressioni sui prezzi dell'energia potrebbero estendersi all'intera economia.
- Nel breve periodo la volatilità finanziaria rimane la variabile più probabile, con scambi più rapidi e movimenti percentuali significativi sui titoli energetici e sui mercati valutari.
- Una de-escalation del conflitto resta l'intervento più efficace per stabilizzare i mercati dei prezzi dell'energia, secondo quanto rilevato dalle istituzioni europee.
Il quadro resta quindi caratterizzato da due elementi contrapposti: una resilienza dell'attività economica che attenua gli effetti immediati e una elevata incertezza che mantiene aperti i rischi di rialzo dei prezzi energetici. Per cittadini e operatori economici il consiglio è monitorare l'evoluzione delle quotazioni e delle decisioni istituzionali, poiché eventuali ricadute sui costi potrebbero manifestarsi nelle bollette e nei listini dei beni energetici.