Il pronunciamento del Tar e le tappe della vicenda
Il Tar Sardegna, Sezione Seconda, ha respinto il ricorso presentato dai titolari dell'impresa che a Caniga avevano avviato un allevamento intensivo di maiali. La decisione conferma le disposizioni del Suape e gli atti amministrativi adottati dalla Città Metropolitana di Sassari, che avevano fatto emergere presunte irregolarità nella struttura.
Reazioni e conseguenze per la borgata
L'avvio dell'attività lo scorso anno aveva subito suscitato la reazione dei residenti e delle associazioni ambientali locali. Gruppi come il Comitato L'Elefante Nella Stanza e i Consorzi di Caniga, San Giorgio e Maccia d'Agliastru si erano schierati chiedendo verifiche e interventi. A febbraio era partita, su disposizione dell'ASL, la procedura di sgombero degli animali e si era aperta la lunga fase giudiziaria che ora si conclude con il rigetto del ricorso contro l'atto del Suape.
- Gestori coinvolti: Antonio e Andrea Moro (nomi citati nell'atto)
- Intervento amministrativo: provvedimento interdittivo del Suape su proposta della Città Metropolitana
- Fase sanitaria: disposizione dell'ASL per lo sgombero degli animali
La strada della giustizia amministrativa
La vicenda aveva visto un primo tentativo, nei mesi precedenti, di sospendere le misure attraverso istanze cautelari al Tribunale; tale richiesta era stata respinta. L'8 aprile si era svolta l'udienza di merito a Cagliari con procedura accelerata. Con la sentenza recente il Tar ha definitivamente rigettato la domanda di annullamento degli atti amministrativi che hanno portato al blocco dell'attività.
| Data | Evento |
|---|---|
| Anno precedente | Avvio dell'allevamento a Caniga |
| Febbraio (anno in corso) | Avvio dello sgombero degli animali su disposizione ASL |
| 8 aprile (anno in corso) | Udienza di merito a Cagliari (procedura accelerata) |
| Giorni recenti | Tar respinge il ricorso dei titolari |
Impatto locale e questioni aperte
Per i residenti di Caniga la sentenza rappresenta una conferma delle ragioni poste alla base delle proteste: preoccupazioni ambientali, profilassi sanitaria e qualità della vita erano al centro delle contestazioni. Sul versante amministrativo la pronuncia del Tar rafforza gli atti istruttori della Città Metropolitana e l'azione di controllo dell'ASL, ponendo l'accento sui requisiti da rispettare per strutture di carattere zootecnico in aree prossime a insediamenti abitativi.
Resta ora da chiarire, per la comunità locale, quale sarà il percorso definitivo per la bonifica dell'area e per la definizione dello stato giuridico e amministrativo dell'immobile e degli impianti. La vicenda ha anche sollevato riflessioni più ampie su tempi e modalità dei controlli, sui rapporti tra imprese e amministrazioni e sulla capacità delle istituzioni locali di gestire conflitti ambientali che coinvolgono borgate e frazioni.
La pronuncia del Tar segna una tappa importante ma non esaurisce gli esiti pratici: toccherà agli uffici competenti attuare quanto stabilito e ai cittadini vigilare sull'andamento delle procedure successive.