Il miglioramento regionale e le ricadute per Gorizia
La recente classifica sulle performance regionali in ambito sanitario, elaborata dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità (CREA), pone il Friuli Venezia Giulia al 56%, valore che colloca la regione tra le prime tre realtà italiane per tutela della salute. Il dato, frutto di un’analisi multidisciplinare che considera anche fattori sociali, ambientali ed economici, marca un recupero significativo rispetto a indagini precedenti.
Per il sindaco di Gorizia l’esito dello studio è motivo per rivendicare la qualità dell’impegno profuso da professionisti e strutture locali, invitando inoltre a smorzare toni polemici che a suo avviso possono oscurare risultati e progressi concreti sul territorio provinciale.
«Stop alle polemiche, ci sono eccellenze che funzionano»
Nel commentare la graduatoria, l’amministrazione cittadina ha richiamato in particolare i progetti finanziati e avviati negli ultimi anni, evidenziando investimenti pensati per rafforzare l’offerta sanitaria a Gorizia. Tra questi figura, a livello locale, il finanziamento destinato alla ristrutturazione dell'ex dispensario di via Vittorio Veneto, ora trasformato in una struttura di prossima operatività che dovrebbe ampliare i servizi territoriali.
Quali regioni sono in testa
Dalla presentazione dell’indagine emergono le altre posizioni di vertice della classifica, che delineano il quadro nazionale della tutela della salute:
- Veneto e la Provincia autonoma di Trento risultano ai primi posti con livelli di tutela superiori al 60%;
- Friuli Venezia Giulia è al 56%;
- Toscana, Marche e Provincia autonoma di Bolzano presentano valori superiori al 50%.
| Area | Valutazione (edizione 2026) |
|---|---|
| Veneto | >60% |
| Provincia autonoma di Trento | >60% |
| Friuli Venezia Giulia | 56% |
| Toscana / Marche / P.A. Bolzano | >50% |
Impatto locale e questioni aperte
Per i cittadini goriziani il dato nazionale assume una dimensione concreta se tradotto in servizi accessibili e qualità delle prestazioni. Gli interventi finanziari indicati dall’amministrazione, finalizzati a potenziare le cure di prossimità, rappresentano passaggi chiave per sostenere tale transizione. Resta tuttavia cruciale monitorare che le opere previste si traducano in tempi certi di realizzazione e in percorsi assistenziali efficaci per gli utenti.
Il confronto tra amministratori, operatori sanitari e istituzioni regionali rimane essenziale per consolidare i risultati ottenuti e per affrontare criticità locali che l’indagine, per sua natura, può solo delineare a livello aggregato.
In prospettiva, la valutazione del CREA costituisce uno strumento per orientare scelte politiche e programmatiche: dalle risorse per le strutture territoriali alla formazione del personale, passando per le iniziative rivolte alla prevenzione e alla tutela ambientale, tutte variabili che influenzano la capacità di tutela della salute dei cittadini.