Indagine della Guardia di Finanza: il Polesine tra le aree coinvolte
La Procura della Repubblica di Padova ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sei persone accusate di far parte di un gruppo criminale specializzato in truffe e estorsioni ai danni di donne anziane tramite vendite porta a porta. L'indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Padova, ha individuato più di 1.200 vittime su scala nazionale; tra queste risultano anche numerose donne residenti nella provincia di Rovigo, confermando la presenza dell'attività illecita nel territorio polesano.
Le attività investigative sono proseguite dopo le misure cautelari eseguite a gennaio, quando il Gip aveva disposto complessivamente cinque provvedimenti personali (tra cui una misura in carcere e due arresti domiciliari) e il sequestro preventivo di beni stimato in 2,5 milioni di euro. Le Fiamme Gialle, nell'ambito degli accertamenti, hanno analizzato prove digitali, documenti contabili e raccolto nuove testimonianze che hanno rafforzato l'impianto accusatorio.
Modalità dell'illecito e impatto locale
Dalle ricostruzioni emerge un metodo consolidato: gli indagati avrebbero gestito un'attività commerciale dedicata a clienti anziani, selezionando liste di nomi e proponendo vendite porta a porta che, secondo gli inquirenti, si sarebbero tradotte in pressioni e raggiri. L'azione investigativa ha inoltre portato al sequestro di beni di pregio, tra cui orologi, gioielli, capi d'abbigliamento e immobili, oltre a disponibilità finanziarie.
- Vittime accertate: oltre 1.200
- Indagati per i quali è chiesto il processo: 6
- Misure cautelari iniziali: 5 (tra cui 1 carcere, 2 arresti domiciliari)
- Valore sequestrato: 2,5 milioni di euro
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Vittime complessive | >1.200 |
| Indagati | 6 |
| Provvedimenti cautelari | 5 |
| Sequestro preventivo | 2,5 mln € |
La scoperta dell'organizzazione è nata da un controllo economico: i finanzieri avevano rilevato soggetti riconducibili al gruppo che frequentavano locali esclusivi e viaggiavano con autovetture di elevato tenore di vita, circostanza risultata incongrua rispetto alle dichiarazioni reddituali fornite. Questo elemento ha avviato verifiche più approfondite che hanno svelato la rete di rapporti e le pratiche utilizzate dall'organizzazione.
Conseguenze per i residenti del Polesine
Per chi vive in provincia di Rovigo la vicenda richiama l'attenzione sulla cautela quando si ricevono visite commerciali o offerte domiciliari, specialmente se rivolte a persone anziane. Le forze dell'ordine e gli uffici giudiziari proseguiranno nelle attività di accertamento; nel frattempo le famiglie colpite hanno fornito nuove dichiarazioni che hanno contribuito a comporre il quadro probatorio.
Il procedimento ora attende l'esame del giudice competente sulla richiesta di rinvio a giudizio. Eventuali passaggi successivi in appello o istanze di riesame hanno già visto la conferma di parte delle misure durante l'istruttoria.
Per i cittadini che sospettino di essere stati vittime di pratiche commerciali aggressive o di raggiri sono disponibili le segnalazioni alle forze dell'ordine locali e alla Guardia di Finanza: raccogliere documentazione, scontrini, cataloghi o ricevute può essere utile alle indagini.