Declino prolungato dell'artigianato, segnali concreti nel Polesine
Negli ultimi dieci anni il tessuto dell'artigianato veneto ha subito una contrazione marcata: dai 182.510 addetti del 2015 si è scesi a poco più di 134.000 nel 2025, perdendo in totale 48.424 attività (-26,5%). I dati, elaborati dall'Ufficio studi della Cgia, fotografano un fenomeno in costante peggioramento che tocca anche la provincia di Rovigo.
Tra il 2024 e il 2025 il Polesine ha registrato una diminuzione di artigiani dal comune conto di 6.278 a 5.944, con una perdita in valore assoluto di 334 imprenditori (-5,3%). Sotto il profilo percentuale la provincia si colloca al 31° posto in Italia per calo annuo, terza in Veneto dopo Belluno e Treviso.
Effetti sul territorio e sui servizi locali
La chiusura di botteghe non è solo un fatto economico: riduce la disponibilità di servizi di prossimità, erode competenze manuali trasmesse da generazioni e modifica la fisionomia di quartieri e centri storici. Per i cittadini questo si traduce in tempi più lunghi per piccole riparazioni, spostamenti verso centri più grandi e perdita di punti di riferimento per la comunità.
- Concorrenza e costi: molte realtà non reggono la competizione con grandi reti e la crescita dei costi di gestione;
- Domanda mutata: consumi e preferenze cambiano, penalizzando attività specializzate;
- Impatto sociale: scompaiono presidi locali di identità e abilità tecniche.
Dati provinciali e regionali a confronto
| Area | 2015 | 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Veneto (totale) | 182.510 | ~134.000 | -48.424 (-26,5%) |
| Provincia di Rovigo | — | 5.944 (2025) | -334 rispetto al 2024 (-5,3%) |
Quali risposte possibili
Le cause citate dall'analisi sono note: concorrenza, costi crescenti e trasformazione della domanda. Le misure per contrastare la perdita possono andare in più direzioni, quali sostegni mirati per le microimprese, incentivi alla formazione delle nuove generazioni di artigiani, promozione dei prodotti locali e digitalizzazione delle attività. Sul piano locale, amministrazioni e associazioni di categoria hanno strada da percorrere per mantenere viva la rete di servizi e competenze sul territorio.
Per il cittadino polesano la perdita di 334 artigiani in un anno è un segnale tangibile: oltre ai numeri, cambia la quotidianità e si riducono risorse preziose per manutenzioni, interventi rapidi e piccola manifattura. Seguire l'andamento e le iniziative di sostegno sarà fondamentale per comprendere se il trend potrà essere arrestato o invertito.