Partita a Rovigo la sperimentazione del taser nella polizia locale
Da oggi la polizia locale di Rovigo ha introdotto il taser fra le dotazioni operative, con l'avvio ufficiale della sperimentazione che interesserà il turno serale. La novità è stata presentata in mattinata nella sala di palazzo Nodari, durante una conferenza stampa in cui sono state illustrate le modalità d'impiego e le misure di sicurezza previste.
Con questa scelta Rovigo diventa il secondo capoluogo veneto, dopo Venezia, a dotare i propri agenti di un dispositivo a impulsi elettrici. Il periodo di prova durerà sei mesi; al termine di questa fase il comandante della polizia locale, Luca Sattin, redigerà un resoconto dettagliato che servirà all'amministrazione comunale per decidere sull'eventuale adozione definitiva dell'arma.
Formazione, procedure e principio della de-escalation
Sono 15 gli agenti del comando rodigino che risultano formati per l'utilizzo del taser: si tratta di personale abilitato al primo soccorso e istruito sia sugli aspetti tecnici sia su quelli giuridici dello strumento. A illustrare l'uso e a condurre la dimostrazione tecnica è stato l'assistente Riccardo Evangelista, che ricopre anche il ruolo di istruttore degli agenti rodigini.
Nel corso della presentazione Evangelista ha ribadito che il taser va considerato «un'arma a tutti gli effetti» e che, per sua natura, il successo sarà «quando non la utilizzeremo mai». L'attenzione operativa resta infatti incentrata sulla de-escalation: gli agenti sono istruiti a tentare prima la risoluzione verbale delle situazioni critiche e, successivamente, ad usare strumenti meno letali come lo spray al peperoncino.
«Si tratta di un’arma a tutti gli effetti, non acquistabile da privato ma il suo successo sarà quando non la utilizzeremo mai» — Riccardo Evangelista
Secondo i dati citati durante la presentazione, la statistica indica che il 85% delle aggressioni si interrompe quando il taser viene semplicemente mostrato; questo elemento è stato citato a sostegno della scelta di dotare il comando di uno strumento che può avere valore deterrente prima che operativo.
Caratteristiche tecniche e impiego operativo
Sul piano tecnico, la dotazione illustrata comprende cartucce di diverso tipo per la distanza dal bersaglio: due cartucce grigie e due nere, differenziate in relazione alla gamma di utilizzo. Le cartucce coprono distanze che vanno da 1,5 a 7,5 metri. È stato anche spiegato che l'estrazione dell'arma fa accendere due led, a testimonianza della presenza di elementi di sicurezza e controllo dell'attivazione.
- Durata della sperimentazione: 6 mesi
- Agenti formati: 15
- Capoluogo veneto: secondo dopo Venezia ad introdurre il taser
| Voce | Valore |
|---|---|
| Periodo sperimentazione | 6 mesi |
| Agenti istruiti | 15 |
| Distanza d'uso cartucce | 1,5 - 7,5 metri |
La scelta di avviare il servizio nel turno serale è significativa: le situazioni di ordine pubblico e gli interventi più frequentemente critici si concentrano in orari serali e notturni, pertanto la sperimentazione verificherà anche l'efficacia dello strumento in quel contesto operativo.
Prossimi passaggi e valutazioni
Al termine dei sei mesi di prova il comandante Sattin predisporrà un rapporto che analizzerà i risultati ottenuti e l'impatto operativo. Sarà su quella base che l'amministrazione comunale deciderà se integrare in modo permanente il taser nelle dotazioni della polizia locale di Rovigo.
Per i cittadini rodigini, la novità introduce nuovi elementi nella gestione della sicurezza urbana: dalla formazione degli agenti alle procedure d'intervento, fino al confronto pubblico sulla presenza di armi a impulso elettrico nelle forze di polizia locali. La sperimentazione appare concepita per bilanciare deterrenza e uso responsabile, puntando sulla prevenzione e sulla riduzione dell'uso della forza come principio operativo.