Decreto di sequestro a Lugo dopo due anni di indagini
Il Commissariato di polizia di Lugo ha dato esecuzione, nei giorni scorsi, a un decreto di sequestro preventivo che ha riguardato un'abitazione e un conto corrente con oltre 60.000 euro, intestati a una donna di 50 anni di origine albanese. L'atto è stato disposto dal gip Federica Lipovscek, su richiesta del pubblico ministero Francesca Buganè Pedretti, al termine di accertamenti che si sono sviluppati nell'arco di circa due anni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del territorio, le verifiche sono partite dopo che, nel 2024, durante un'udienza civile davanti al Tribunale di Ravenna per valutare l'eventuale nomina di un amministratore di sostegno, il giudice aveva segnalato alla Procura anomalie nella gestione del patrimonio e nel comportamento dell'anziano coinvolto. Le successive indagini, svolte con delega al Commissariato lughese, hanno portato alla denuncia della 50enne per truffa aggravata e circonvenzione di incapace, con la contestazione di operazioni che, secondo l'accusa, avrebbero avuto per destinataria una sola persona.
Elementi raccolti e profilo delle condotte contestate
Gli accertamenti hanno incluso l'acquisizione di documenti finanziari e la raccolta di testimonianze che, sempre secondo la ricostruzione investigativa, metterebbero in luce cessioni di somme di denaro di entità rilevante e l'acquisto di un immobile a favore della 50enne. Nel corso delle indagini, nel 2025, il pensionato interessato dall'inchiesta è deceduto per cause naturali; nella sua abitazione gli agenti hanno trovato manoscritti e altri documenti ritenuti utili ai fini probatori.
Gli investigatori avanzano l'ipotesi che le elargizioni contestate possano non esaurire l'intera vicenda: emergono, infatti, elementi che descrivono una serie di comportamenti posti in essere dalla presunta indagata — tra cui finte malattie, simulati ricoveri, dichiarazioni di rapine subite, presunti debiti e difficoltà economiche — finalizzati a suscitare nell'anziano un continuo e ingiustificato bisogno di prestarle denaro.
Impatto locale e prossimi passaggi giudiziari
Il sequestro dispone misure conservative sul patrimonio riconducibile alla donna per evitare la dispersione di beni ritenuti probatori o frutto delle presunte condotte illecite. La notizia ha implicazioni dirette per il territorio lughese e più in generale per la provincia di Ravenna, richiamando l'attenzione sul tema della tutela degli anziani e sui meccanismi di controllo sui trasferimenti patrimoniali verso persone ritenute vicine ai soggetti più fragili.
Ora la Procura e la polizia proseguiranno con gli accertamenti documentali e con l'istruttoria finalizzata a chiarire la piena entità delle somme trasferite e le circostanze in cui sarebbero avvenute. Ogni ulteriore sviluppo processuale, compresi eventuali provvedimenti cautelari a carico della presunta indagata, dipenderà dagli esiti delle indagini e dall'attività del pubblico ministero.
- Periodo indagine: circa due anni
- Persone coinvolte: un uomo di 90 anni (deceduto nel 2025), una donna di 50 anni indagata
- Provvedimenti: sequestro di un'abitazione e di un conto con oltre 60.000 euro
| Anno | Evento |
|---|---|
| 2024 | Udienza civile al Tribunale di Ravenna; segnalazione del giudice alla Procura |
| 2025 | Decesso dell'anziano; ritrovamento di documenti in casa |
| 2026 | Esecuzione del sequestro preventivo |
La vicenda solleva interrogativi sui sistemi di tutela per le persone anziane a rischio di sfruttamento economico: enti locali, servizi sociali e forze dell'ordine dovranno valutare se e come rafforzare l'attività preventiva e di monitoraggio nei confronti di situazioni di fragilità, in particolare quando emergono atti giudiziari o segnali anomali nella gestione di patrimoni importanti.
Per la cittadinanza rimane un monito a prestare attenzione a casi di pressione emotiva o economica su persone anziane e a segnalare immediatamente alle autorità qualunque sospetto di condotte abusive o di richieste di denaro ripetute e ingiustificate.