Un servizio a domicilio per intercettare fragilità e rafforzare la rete territoriale
Da oggi entra in attività a pieno titolo «Ti ASPetto a casa», l'iniziativa promossa dall'Asp 7 che punta a fornire assistenza alle donne e ai neonati nelle settimane successive al parto. Il progetto, già completata la composizione dell'équipe specialistica, prevede interventi domiciliari personalizzati con l'obiettivo di identificare precocemente situazioni di vulnerabilità e favorire il raccordo con i servizi sanitari e sociali locali.
L'offerta assistenziale si fonda su una presa in carico multidisciplinare: l'équipe è costituita da ostetrica, infermiere, psicologo e assistente sociale e opererà in rete con ospedali, consultori familiari, il COT e con i servizi sociali dei comuni della provincia. Il modello adottato cerca di rendere l'assistenza più vicina alle famiglie, facilitando accesso, continuità e qualità delle cure nel periodo postnatale.
- Interventi domiciliari per controlli clinici e supporto pratico.
- Valutazione psicologica per rilevare segnali di disagio materno e post-partum.
- Collegamento ai servizi per attivare percorsi di cura e tutela sociale.
| Ruolo | Funzione principale |
|---|---|
| Ostetrica | Assistenza al neonato e consulenza sulla cura postnatale |
| Infermiere | Monitoraggio clinico e supporto alle terapie |
| Psicologo | Valutazione e supporto del benessere materno |
| Assistente sociale | Connessione con i servizi sociali e tutela delle fragilità |
Il progetto rientra nel Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, nell'ambito denominato «Il genere al centro della cura». L'inquadramento nazionale conferisce al servizio una dimensione strategica: oltre a offrire assistenza individuale, mira a ridurre disuguaglianze nell'accesso alle cure e a potenziare il ruolo dei servizi territoriali nella protezione della maternità e dell'infanzia.
Per la popolazione di Ragusa e dei comuni limitrofi la novità è significativa. La possibilità di interventi domiciliari significa meno spostamenti per le famiglie, una presa in carico più rapida in caso di segnali di rischio e un punto di contatto diretto con i professionisti. Inoltre, la rete prevista tra Asp, consultori e servizi sociali dovrebbe migliorare i percorsi di riferimento per casi che richiedono supporto socio-sanitario.
Resta fondamentale, nei prossimi mesi, valutare l'efficacia dell'iniziativa sul territorio: la frequenza delle visite, la copertura dei servizi in rapporto al numero di nascite e la capacità di integrare i casi complessi con risorse comunali e ospedaliere saranno indicatori decisivi. L'attivazione dell'équipe rappresenta comunque un passo concreto verso un'assistenza post-partum più prossima alle famiglie iblee.