La Provincia del Verbano-Cusio-Ossola ha riaperto la ricerca di uno spazio idoneo a ospitare un Centro di recupero per animali selvatici (CRAS), ma al momento non risultano manifestazioni di interesse da parte dei Comuni. L'iniziativa, avviata in passato dal presidente Alessandro Lana e ripresa dall'attuale amministrazione, mira a ottenere un riconoscimento regionale che permetterebbe l'accesso a contributi per la gestione e maggiori garanzie operative.
Un progetto naufragato e la proposta ai sindaci
Il progetto iniziale prevedeva l'istituzione di un CRAS nella zona verso il Campone a Gravellona, grazie alla disponibilità di un'area privata e al coinvolgimento di una neo associazione. Tuttavia, l'iter non è andato a buon fine: i tempi di attuazione si sono allungati e il proprietario dell'area ha poi destinato il terreno ad altro uso. La Provincia aveva anche pubblicato un bando rivolto a veterinari interessati, a condizione che presentassero insieme alla candidatura la disponibilità di un'area idonea; questa condizione non è stata soddisfatta da nessuno.
Nel tentativo di trovare una soluzione diffusa sul territorio, l'amministrazione guidata da Giandomenico Albertella ha scritto recentemente a tutti i 74 sindaci del Vco sollecitando la segnalazione di spazi valutabili per ospitare la struttura.
«Quindici giorni fa abbiamo scritto a tutti i sindaci del Vco chiedendo se hanno spazi da mettere in valutazione per questo utilizzo. Finora nessuno ci ha risposto, ma speriamo che qual
Il vuoto lasciato e le pratiche attuali
Da almeno 12 anni la provincia è priva di un CRAS riconosciuto. Per anni il servizio è stato garantito, in forme diverse, dal veterinario Uberto Calligarich, che con la moglie ha gestito per quasi quarant'anni, anche dopo il trasferimento del centro al parco di Villa Pallavicino a Stresa, attività di pronto soccorso nella propria abitazione di San Bernardino Verbano. In seguito alla spending review l'amministrazione provinciale aveva rinunciato al mantenimento della struttura pubblica, ma la famiglia Borromeo, proprietaria di Villa Pallavicino, ha consentito di ospitare alcuni esemplari a titolo gratuito.
Oggi la Provincia e la polizia provinciale segnalano che in media vengono soccorsi almeno 50 esemplari di mammiferi e uccelli ogni anno: numeri che richiederebbero una risposta organizzata e continuativa non solo volontaria. In assenza di un CRAS ufficiale, alcune attività rimangono affidate a forme informali di volontariato o a singoli operatori: oltre a Calligarich, un contributo è offerto dall'agente provinciale Alberto Scarsetti, che si occupa in particolare dei piccoli dei volatili.
- Progetto iniziale a Gravellona verso il Campone non concretizzato;
- Pubblicato un bando per veterinari con dotazione di area, senza candidature valide;
- Richiesta inviata a tutti i 74 sindaci per individuare spazi comunali o privati utilizzabili.
Impatto per i Comuni e per i cittadini
La mancanza di un centro riconosciuto produce conseguenze pratiche: senza una struttura omologata è più difficile ottenere finanziamenti regionali per la gestione, limitando la capacità di rispondere alle emergenze e prolungando la dipendenza da soluzioni temporanee o dal volontariato. Per i cittadini questo significa che il soccorso e la riabilitazione della fauna selvatica restano frammentati e spesso onerosi per chi si assume l'impegno, oltre a complicare il coordinamento tra polizie locali, servizi veterinari e associazioni animaliste.
La Provincia sollecita ora proposte concrete da parte dei Comuni che vogliano mettere a disposizione aree da sottoporre a valutazione tecnica. La possibilità di avere un CRAS riconosciuto a livello regionale porterebbe oltre al supporto istituzionale anche contributi economici per la gestione, migliorando la tutela della fauna e le condizioni operative di intervento sul territorio.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Area inizialmente prevista | Zona verso il Campone, Gravellona |
| Personale storico | Veterinario Uberto Calligarich (attività per quasi 40 anni) |
| Supporti attuali | Famiglia Borromeo (Villa Pallavicino), agente provinciale Alberto Scarsetti |
| Richiesta ai sindaci | Lettera inviata a 74 Comuni |
La questione resta aperta: la Provincia ha avviato un nuovo giro di verifiche, ma l'esito dipenderà dalla disponibilità di spazi e dalla capacità di mettere insieme soggetti pubblici e privati disposti a un impegno sostenibile. Per gli amministratori locali si tratta di valutare costi, vincoli urbanistici e possibili sinergie con associazioni veterinarie o realtà ambientaliste presenti sul territorio.