Appello per una riforma delle Province: il nodo personale e funzioni
Il presidente dell'Unione delle Province d'Italia e contemporaneamente guida dell'ente provinciale locale, Enzo Lattuca, ha posto ieri al centro dell'Assemblea nazionale il tema del superamento dell'assetto introdotto dalla legge Delrio. Nel suo intervento ha evidenziato come le Province, dopo oltre un decennio di incertezze normative, fatichino a esercitare compiutamente funzioni chiave per il territorio.
Secondo Lattuca, è necessario riconsegnare agli enti provinciali risorse, organici e responsabilità effettive nella programmazione degli investimenti e nel coordinamento delle politiche di area vasta. Le ricadute concrete riguardano in particolare la gestione della viabilità, l'edilizia scolastica e la pianificazione territoriale, ambiti che in provincia di Forlì-Cesena e nelle realtà limitrofe si traducono in manutenzione stradale, sicurezza degli edifici scolastici e pianificazione urbanistica condivisa.
"Le Province italiane devono essere sollevate dal limbo normativo e istituzionale nel quale sono state costrette a operare"
Tra le criticità richiamate durante l'assemblea emerge con forza il tema dell'organico: tra il 2014 e il 2020 gli organici provinciali sono diminuiti del 67,7%, passando da quasi 50.000 dipendenti a circa 16.000. Per gli enti significa la perdita di tecnici e professionalità che servono a progettare e seguire lavori pubblici e servizi.
- Perdita significativa di personale tecnico e amministrativo
- Limitazione delle funzioni operative su viabilità e scuole
- Richiesta di ritorno all'elezione diretta degli organi provinciali
Nel corso della relazione Lattuca ha indicato la necessità di costruire una "nuova Provincia" con capacità di semplificazione amministrativa, coordinamento delle politiche locali e supporto ai Comuni — in particolare quelli più piccoli. Sul tema elettorale ha ribadito una posizione chiara:
"Siamo da sempre per il ritorno all’elezione diretta da parte dei cittadini, perché siamo convinti che l’esercizio della democrazia debba essere considerato un valore, non un costo"
Le proposte avanzate puntano non solo a riattribuire funzioni ma anche a ridare strumenti operativi e risorse, per evitare che i ritardi normativi e il depauperamento di personale si traducano in minore capacità di intervento sul territorio. Per i cittadini della provincia questo significa, in prospettiva, tempi più rapidi per interventi stradali, maggiore attenzione alla sicurezza delle scuole e una programmazione territoriale più efficace.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Organici 2014 (circa) | ~50.000 |
| Organici 2020 (circa) | ~16.000 |
| Riduzione percentuale | 67,7% |
Dal punto di vista pratico, le richieste messe in campo dall'Upi indicano alcune direttrici che chi amministra a livello locale dovrà seguire: sollecitare il governo per una riforma organica, valorizzare la collaborazione intercomunale per colmare temporaneamente i vuoti di professionalità e rivendicare risorse mirate per manutenzione e progettazione. Sul piano politico, il tema del ritorno all'elezione diretta apre inoltre un confronto sul ruolo che le Province dovranno svolgere nei prossimi anni nel sistema istituzionale italiano.
Per la provincia di Forlì-Cesena, che vede nel ruolo di presidente l'attuale sindaco di Cesena, le conclusioni dell'assemblea rappresentano un appello a cambiare passo per garantire servizi essenziali e una pianificazione coerente del territorio.