Cinque gatti trovati morti e circa trenta felini scomparsi sono al centro degli accertamenti avviati a Pietrasanta. Gli episodi si sarebbero concentrati negli ultimi otto mesi, mentre le sparizioni sono state rilevate a partire da febbraio. Il quadro è stato segnalato dalle guardie zoofile di Lucca dell’Organizzazione internazionale protezione animali, impegnate a ricostruire la sequenza dei fatti.
Le segnalazioni e gli accertamenti
I cinque animali recuperati senza vita sono stati identificati con i nomi di Morticia, Pandora, Andrea, Nerone e Denise. Secondo i primi riscontri riferiti dall’Oipa, i casi presenterebbero elementi ricorrenti e non sembrerebbero riconducibili a circostanze casuali. Le guardie zoofile parlano di aggressioni particolarmente violente e sistematiche, arrivando a valutare anche l’ipotesi che possano essere coinvolte più persone.
Per gli episodi sono state presentate denunce e le indagini risultano ancora in corso. Al momento, tuttavia, non è stato individuato alcun responsabile. Anche il bilancio complessivo resta da definire: il numero dei decessi potrebbe infatti aumentare in relazione alle numerose scomparse segnalate sul territorio.
| Dato | Informazione disponibile |
|---|---|
| Animali trovati morti | 5 |
| Gatti scomparsi | Circa 30 |
| Periodo degli episodi | Ultimi 8 mesi |
| Responsabili individuati | Nessuno |
La richiesta di maggiore tutela
L’Oipa sollecita un intervento dell’amministrazione comunale per trasferire i gatti presenti nelle aree ritenute più esposte verso un luogo considerato più sicuro. Tra le richieste figura anche il rafforzamento dei controlli, attraverso una presenza più intensa delle forze dell’ordine e un incremento degli strumenti di videosorveglianza. L’obiettivo indicato è prevenire nuovi episodi e tutelare gli animali, insieme alla sicurezza del territorio.
La coordinatrice delle guardie zoofile Oipa di Lucca, Stefania Picchi, ha rivolto un appello ai residenti di Pietrasanta affinché collaborino alla ricostruzione di quanto accaduto. Le informazioni dei cittadini possono contribuire a mettere in ordine sparizioni, ritrovamenti e circostanze degli episodi, fornendo elementi utili agli accertamenti già avviati.
«per ricostruire quanto accaduto e impedire che altri animali diventino vittime di aggressioni barbare e cruente»
La vicenda viene considerata dall’associazione anche sotto il profilo della sicurezza collettiva. L’Oipa sottolinea infatti che una violenza così grave contro gli animali non riguarda soltanto la loro protezione, ma può rappresentare un segnale di rischio più ampio per la comunità. Per ora, però, ogni responsabilità resta da accertare e spetterà alle indagini chiarire la dinamica degli episodi e l’eventuale presenza di uno o più autori.
- Le denunce sono già state presentate per i casi noti.
- Le indagini non hanno ancora portato all’identificazione di un responsabile.
- Oipa chiede collaborazione ai cittadini, più controlli e nuove misure di videosorveglianza.