Un doppio volto del mercato del lavoro nel Piceno
Il territorio del Piceno registra indicatori occupazionali positivi, ma convive con una carenza di manodopera che limita la capacità produttiva delle imprese. Da un lato emergono segnali incoraggianti sul fronte dell'occupazione femminile e dei tassi complessivi; dall'altro il quadro delineato da Unioncamere-Infocamere e dal bollettino Excelsior mette a nudo una difficoltà strutturale nel coprire nuove assunzioni.
Nel dettaglio, secondo la rielaborazione dell'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, ad Ascoli Piceno il tasso di occupazione femminile nella fascia 20-64 anni ha raggiunto nel 2024 il 69,3%, valore sensibilmente superiore alla media regionale e nazionale. Questo risultato rappresenta una crescita significativa rispetto al 2021 e conferma il dinamismo del mercato del lavoro locale.
Il rovescio della medaglia: mancano i profili tecnici
Nonostante gli indicatori positivi, le imprese segnalano limiti concreti nella ricerca del personale. A livello regionale la percentuale di complessità nelle nuove assunzioni nel 2024 è pari al 51%, superiore alla media nazionale. Nella distribuzione provinciale, le difficoltà registrate nelle aree seguite da Confartigianato sono le seguenti:
- Macerata: 54,3%
- Fermo: 49,7%
- Ascoli Piceno: 46,7%
Il bollettino Excelsior di giugno 2025 ribadisce la tendenza: «Le nostre aziende non riescono a trovare il 48 per cento dei lavoratori» a livello regionale, un elemento che si traduce in ripercussioni pratiche per produzioni e distretti locali.
«Ci sono imprese che rallentano la produzione, distretti che perdono competitività»
La lista delle figure oggi più difficili da reperire è netta e coerente con la struttura produttiva del territorio: operai specializzati dell'edilizia (carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti) e figure tecniche del settore calzaturiero (tagliatori, orlatori, cucitori) risultano particolarmente richieste e scarse.
Cause e proposte per il breve periodo
Le ragioni richiamate dalle associazioni di categoria hanno carattere strutturale: fenomeni demografici come la denatalità e l'invecchiamento della popolazione si associano a un disallineamento tra percorsi formativi e fabbisogni reali delle imprese. Di conseguenza, diverse aziende non riescono a coprire posti vacanti e alcune rallentano l'attività produttiva.
Tra le misure suggerite da Confartigianato per attenuare la carenza di competenze si segnalano interventi formativi mirati e una maggiore integrazione con gli istituti tecnici superiori (ITS). In particolare, è stata proposta l'espansione degli H-Lab, laboratori diffusi sviluppati in collaborazione con società di formazione, come strumento per allineare competenze e domanda di lavoro.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Tasso occupazione femminile (Ascoli Piceno, 20-64, 2024) | 69,3% |
| Media Marche (femminile) | 66,2% |
| Media nazionale (femminile) | 57,4% |
| Percentuale complessità assunzioni (Marche, 2024) | 51% |
| Complessità assunzioni - Ascoli Piceno | 46,7% |
Implicazioni per imprese e territorio
Per le aziende locali la scarsità di profili tecnici può tradursi in ritardi produttivi, aumento dei costi e perdita di opportunità sui mercati esterni. Per il territorio, invece, la difficoltà a trasformare la disponibilità di lavoro in occupazione stabile e adeguata rischia di limitare la crescita dei distretti storici, con conseguenze sul lungo periodo per l'occupazione giovanile e per la competitività del sistema produttivo.
Le azioni che funzionano richiederanno coordinamento tra scuole, enti di formazione e imprese, oltre a politiche locali che favoriscano la formazione tecnica e l'attrazione di competenze. Nel frattempo, il quadro rimane quello di un mercato del lavoro vivace ma vincolato da carenze strutturali che, se non affrontate, potrebbero rallentare lo sviluppo economico del Piceno.
We News - Corrispondenza dalla provincia di Ascoli Piceno