Allarme veterinario in Toscana: il virus confermato in due province
La presenza della Peste suina africana (Psa) torna a preoccupare la Toscana. Dopo la conferma del primo caso in regione, avvenuta il 26 giugno in un allevamento commerciale di Comano (provincia di Massa Carrara), le analisi su una carcassa di un cinghiale rinvenuta nella montagna pistoiese hanno dato esito positivo: anche la provincia di Pistoia entra nella mappa dei casi. Le verifiche sono state svolte dai centri di riferimento e dai servizi veterinari competenti.
La scoperta ha riacceso l'allarme tra le organizzazioni degli allevatori, che chiedono interventi più decisi per evitare un'ulteriore diffusione. La Psa non costituisce un rischio per l'uomo, ma è altamente letale e contagiosa per i suini domestici e i cinghiali selvatici, con possibili ripercussioni economiche significative per gli allevamenti locali, in particolare quelli di piccola scala e caratterizzati da produzioni tipiche.
"Il rischio è alto e non possiamo sottovalutarlo in alcun modo"
La preoccupazione è stata espressa da esponenti delle associazioni degli allevatori regionali, che sottolineano come nelle aree appenniniche siano presenti numerosi piccoli allevamenti familiari e qualche realtà produttiva di rilievo per razze locali. Le autorità sanitarie hanno attivato le misure di sorveglianza e contenimento previste dalla normativa, incluse indagini e monitoraggi sul territorio.
Per chiarezza e orientamento dei cittadini e degli operatori si possono sintetizzare così gli elementi confermati fino a oggi:
- 26 giugno: caso confermato in allevamento commerciale a Comano (Massa Carrara) dal Centro di referenza nazionale per le pesti suine (Cerep).
- Settimana successiva (segnalazione di luglio): carcassa di cinghiale a San Marcello-Piteglio (Pistoia) risultata positiva alle analisi.
| Data | Località | Tipo di caso |
|---|---|---|
| 26 giugno | Comano (Massa Carrara) | Allevamento commerciale - confermato dal Cerep |
| Prima settimana di luglio | San Marcello-Piteglio (Pistoia) | Carcassa di cinghiale - positivo alla Psa |
Le misure ordinarie adottate in questi scenari includono il rafforzamento dei controlli veterinari, restrizioni alla movimentazione degli animali nelle aree interessate, ispezioni negli allevamenti e campagne di informazione rivolte agli agricoltori e al pubblico. È fondamentale, secondo gli operatori del settore, che chi gestisce allevamenti — anche di piccole dimensioni o per autoconsumo — segua rigorosamente le regole di biosicurezza e segnali tempestivamente qualsiasi caso sospetto agli uffici dell'azienda sanitaria locale.
Per i cittadini la raccomandazione principale resta la prudenza: evitare di toccare o spostare carcasse di animali selvatici e segnalare ritrovamenti alle autorità competenti. Le istituzioni e le associazioni di categoria monitoreranno l'evoluzione della situazione per definire eventuali ulteriori provvedimenti da adottare nel territorio.
La conferma dei casi in due province toscane evidenzia la necessità di un coordinamento tra i livelli locali e regionali per contenere il contagio e tutelare un settore economico rilevante per molte comunità dell'Appennino e della costa.