Desertificazione bancaria: l’entroterra pesarese rischia l’isolamento
La riduzione degli sportelli bancari a livello nazionale si traduce in un problema concreto per l’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino. Secondo l’ultimo report del Centro Studi CNA Nazionale, l’Italia ha perso oltre 11mila filiali tra il 2015 e il 2025, una contrazione del 36,7%. Sul piano locale, la fotografia è allarmante: la provincia risulta tra le più penalizzate delle Marche con 14 comuni privi di sportelli operati da personale e almeno 13 comuni senza alcun punto di accesso nemmeno tramite ATM/bancomat.
La chiusura delle filiali non è un fenomeno puramente tecnico ma coinvolge dimensioni sociali ed economiche. I piccoli centri, dove la gran parte dei cittadini ha meno di 5.000 abitanti, pagano il prezzo più alto: la perdita degli sportelli accentua l’isolamento degli anziani e complica la vita delle imprese locali che dipendono da rapporti diretti con le banche per incassi, pagamenti e consulenze.
- La provincia di Pesaro e Urbino conta 14 comuni senza sportelli con personale.
- Almeno 13 comuni sono privi anche di ATM/bancomat, con impossibilità di operare servizi base sul territorio.
- Il fenomeno riflette il taglio nazionale di oltre 11mila filiali in dieci anni segnalato dal report CNA.
“La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta un’opportunità, ma non può trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori”
La frase citata dal presidente provinciale della CNA, Michele Matteucci, sottolinea la tensione tra innovazione tecnologica e tutela dei servizi di prossimità. In molte realtà interne la progressiva perdita di presidi—bancari ma anche sanitari o amministrativi—aggrava il declino demografico e le difficoltà di chi non è in grado di utilizzare pienamente gli strumenti digitali.
Quali comuni sono privi anche di bancomat
Il report elenca esplicitamente i centri della provincia che non dispongono neppure di sportelli automatizzati. Si tratta di realtà dell’entroterra:
| Comuni |
|---|
| Belforte all’Isauro |
| Borgo Pace |
| Fratterosa |
| Frontino |
| Isola del Piano |
| Lunano |
| Mombaroccio |
| Montecalvo in Foglia |
| Montecerignone |
| Montegrimano Terme |
| Peglio |
| Pietrarubbia |
| Serra Sant’Abbondio |
La mancanza di sportelli con personale e di bancomat costringe cittadini e imprese a spostamenti più lunghi verso i centri serviti, aumentando costi e tempi operativi. Per le fasce più deboli della popolazione, in particolare gli anziani, la chiusura delle filiali significa una perdita di accesso a servizi di base e di tutela.
Conseguenze e possibili direttrici d’intervento
Il ritorno verso le filiali tradizionali è improbabile su larga scala, ma le istituzioni locali, le associazioni di categoria e gli istituti finanziari possono valutare soluzioni mirate per mitigare gli effetti sul territorio: rafforzamento dei servizi di prossimità, implementazione di sportelli multifunzione in collaborazione con Amministrazioni comunali, e percorsi formativi per favorire l’uso degli strumenti digitali da parte degli utenti più fragili. Senza interventi coordinati, la chiusura degli sportelli rischia di alimentare un circolo negativo per la coesione sociale e l’economia dei piccoli comuni.
Per i residenti dell’entroterra pesarese la questione non è solo statistica: è una realtà che cambia l’accesso ai servizi quotidiani e il funzionamento del tessuto produttivo locale.