Ambiente Città di Triora Provincia di Imperia (IM)

Pecora Brigasca e pascoli a rischio: Slow Food chiede garanzie per l’allevatore di Triora

Slow Food Italia sollecita Comune di Triora, Parco delle Alpi Liguri e Regione per assicurare un pascolo estivo stabile all’ultimo allevatore della razza Brigasca che da 19 anni porta le sue pecore sui pascoli comunali; la proroga è temporanea e la razza conta in Liguria circa 1500 esemplari.

Pecora Brigasca e pascoli a rischio: Slow Food chiede garanzie per l’allevatore di Triora
©Illustrazione IA Fabrizio Ardissone / we-news.com

Richiesta di intervento per salvaguardare un presidio locale

Una lettera inviata da Slow Food Italia al Comune di Triora, al Parco delle Alpi Liguri e all’assessore regionale all’Agricoltura solleva un problema che riguarda direttamente la gestione dei pascoli nelle aree interne della provincia di Imperia e la conservazione della pecora Brigasca, presidio Slow Food.

La vicenda riguarda l’allevatore Aldo Lo Manto, residente ad Albenga, che da 19 anni conduce d’estate i suoi animali sul pascolo comunale di Triora. Recentemente l’area è stata assegnata, secondo la normativa sugli usi civici che favorisce gli allevatori locali, a una allevatrice di bovini residente nel comune. I terreni, caratterizzati da forti pendenze, risultano però più idonei all’allevamento di ovicaprini che a quello bovino.

Negli ultimi giorni è stata concessa a Lo Manto una proroga temporanea che gli permette di utilizzare il pascolo fino al 31 maggio dell’anno successivo, ma la soluzione rimane transitoria: tra undici mesi la situazione tornerà a essere incerta. Per questo Slow Food Italia chiede alle istituzioni di individuare una misura che garantisca stabilità d’uso e sostegno alla pastorizia locale.

Impatto locale e valore della razza Brigasca

La richiesta di intervento evidenzia un problema più ampio: la difficoltà di molti pastori delle zone interne liguri nel mantenere accesso a pascoli tradizionali. Slow Food richiama inoltre l’attenzione sul valore della razza Brigasca per la biodiversità regionale: in Liguria si stimano circa 1500 esemplari rimasti, un numero che sottolinea la fragilità della situazione.

  • Il pascolo di Triora è utilizzato dall’allevatore da 19 stagioni consecutive.
  • La proroga concessa arriva fino al 31 maggio dell’anno successivo.
  • In Liguria la popolazione di pecore Brigasche è di circa 1500 capi.
VoceValore
Anni di utilizzo del pascolo19
Scadenza proroga31 maggio (anno successivo)
Stimati esemplari Brigasca in Liguria~1500

La questione si inserisce nell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato da Nazioni Unite e FAO, occasione in cui viene sottolineata l’importanza della pastorizia per la sicurezza alimentare, per la conservazione degli habitat e per la lotta ai cambiamenti climatici. Per il territorio imperiese, la perdita o la marginalizzazione dell’allevamento tradizionale comporterebbe effetti concreti su manutenzione del paesaggio, prevenzione del rischio incendi e produzione agroalimentare locale.

La lettera di Slow Food sollecita dunque un intervento coordinato: da una parte una valutazione più attenta delle caratteristiche dei terreni nella gestione degli usi civici; dall’altra la ricerca di soluzioni amministrative e tecniche che consentano a chi pratica la pastorizia stagionale di contare su un accesso stabile ai pascoli.

Resta da vedere se Comune, Parco e Regione risponderanno con provvedimenti in grado di assicurare una prospettiva duratura a Lo Manto e, più in generale, alla filiera della pecora Brigasca nella nostra provincia.

Fabrizio Ardissone
Fabrizio IA Corrispondente dalla provincia di Imperia online

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