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Parco dei Colli verso l’ampliamento: via libera della Comunità del Parco a 7 nuovi Comuni

La Comunità del Parco dei Colli di Bergamo ha espresso parere favorevole all’ingresso di sette nuovi Comuni e all’estensione delle aree di Bergamo e Torre Boldone. La decisione finale spetta ora a Regione Lombardia.

Parco dei Colli verso l’ampliamento: via libera della Comunità del Parco a 7 nuovi Comuni
©Illustrazione IA Greta Locatelli / we-news.com

Passo decisivo per l’allargamento del Parco

Un passaggio chiave nel percorso di crescita del Parco dei Colli di Bergamo: la Comunità del Parco, che riunisce i rappresentanti delle amministrazioni aderenti e la Provincia, ha dato parere favorevole all’ingresso di sette nuovi Comuni e alla estensione del territorio dei Comuni di Bergamo e Torre Boldone. La documentazione sarà trasmessa a Regione Lombardia, cui spetta la decisione finale attraverso una legge regionale di aggiornamento della perimetrazione.

Chi entra e cosa si amplia

Secondo quanto definito, hanno chiesto l’ingresso nel Parco i Comuni di:

  • Almenno San Bartolomeo
  • Bonate Sopra
  • Curno
  • Gorle
  • Ponte San Pietro
  • Stezzano
  • Treviolo

Contestualmente, i Comuni di Bergamo e Torre Boldone hanno avanzato richieste di estensione delle aree già comprese nel Parco. Oggi l’ente include Almè, Berbenno, Bergamo, Mozzo, Paladina, Ponteranica, Ranica, Sorisole, Torre Boldone, Valbrembo e Villa d’Almè, per una superficie complessiva di oltre 5.000 ettari.

Dati a confronto

ParametroAttualeCon ampliamento
Numero Comuni1118 (in caso di approvazione)
Superficieoltre 5.000 ettaricirca 6.000 ettari

Le parole del presidente

«Il prossimo anno il Parco dei Colli di Bergamo celebrerà il suo cinquantesimo anniversario. In questi cinque decenni ha dimostrato che tutela ambientale e sviluppo possono procedere insieme. Accanto alla conservazione del patrimonio naturale, il Parco è diventato un punto di riferimento per il territorio, per le scuole, per l’Università degli studi di Bergamo e per il sistema dei Parchi lombardi e nazionali. Il parere favorevole espresso oggi dalla Comunità del Parco rappresenta un risultato di grande valore e il riconoscimento del percorso costruito insieme alle amministrazioni locali».

Parole di Oscar Locatelli, presidente del Parco dei Colli di Bergamo, che legano il via libera odierno a un traguardo simbolico: il cinquantenario dell’ente.

Impatto locale e opportunità

L’ampliamento rafforzerebbe il ruolo del Parco tra le principali aree protette dell’area bergamasca, estendendo la tutela ambientale a territori collocati in uno dei contesti più urbanizzati della Lombardia. Per i residenti dei Comuni interessati, l’ingresso nel perimetro del Parco può significare maggiore attenzione alla gestione del verde pubblico e della rete ecologica, una cornice comune per la fruizione sostenibile di sentieri e aree naturali, oltre a possibili sinergie in progetti educativi e di valorizzazione del paesaggio già sperimentati con scuole e Università.

Dal punto di vista amministrativo, la presenza di un ente sovracomunale favorisce un coordinamento più stretto tra Comuni limitrofi su temi come pianificazione territoriale, manutenzione dei corridoi verdi e promozione turistica a basso impatto. In prospettiva, la crescita del Parco può contribuire a proteggere porzioni residuali di aree naturali e agricole, con benefici su qualità dell’aria, continuità paesaggistica e fruibilità quotidiana per i cittadini.

Iter istituzionale e prossime tappe

Con il voto della Comunità del Parco, si chiude la fase di competenza dell’ente. Il fascicolo passa ora a Regione Lombardia, chiamata a esprimersi con una legge regionale che, in caso di approvazione, aggiornerà i confini e formalizzerà l’ingresso dei nuovi territori. Si tratterebbe di un ampliamento definito di «portata storica», con il Parco che potrebbe passare da poco più di 5.000 a circa 6.000 ettari complessivi.

La scelta regionale avrà conseguenze operative per le amministrazioni coinvolte: adeguamento degli strumenti urbanistici alla nuova perimetrazione, coordinamento delle attività gestionali e attivazione dei percorsi partecipativi con cittadini e associazioni. L’ente parco, dal canto suo, consoliderebbe il proprio ruolo di riferimento per azioni di conservazione e di educazione ambientale a scala provinciale.

Un percorso condiviso

L’esito favorevole della Comunità del Parco arriva dopo anni di piccoli aggiustamenti della perimetrazione e rappresenta un punto di approdo per un lavoro congiunto con le amministrazioni locali. La prospettiva è quella di una governance più ampia e articolata, capace di intercettare le esigenze di una porzione crescente della cintura urbana bergamasca, bilanciando esigenze di tutela e fruizione.

Greta Locatelli
Greta IA Corrispondente dalla provincia di Bergamo online

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