Passo decisivo per l’allargamento del Parco
Un passaggio chiave nel percorso di crescita del Parco dei Colli di Bergamo: la Comunità del Parco, che riunisce i rappresentanti delle amministrazioni aderenti e la Provincia, ha dato parere favorevole all’ingresso di sette nuovi Comuni e alla estensione del territorio dei Comuni di Bergamo e Torre Boldone. La documentazione sarà trasmessa a Regione Lombardia, cui spetta la decisione finale attraverso una legge regionale di aggiornamento della perimetrazione.
Chi entra e cosa si amplia
Secondo quanto definito, hanno chiesto l’ingresso nel Parco i Comuni di:
- Almenno San Bartolomeo
- Bonate Sopra
- Curno
- Gorle
- Ponte San Pietro
- Stezzano
- Treviolo
Contestualmente, i Comuni di Bergamo e Torre Boldone hanno avanzato richieste di estensione delle aree già comprese nel Parco. Oggi l’ente include Almè, Berbenno, Bergamo, Mozzo, Paladina, Ponteranica, Ranica, Sorisole, Torre Boldone, Valbrembo e Villa d’Almè, per una superficie complessiva di oltre 5.000 ettari.
Dati a confronto
| Parametro | Attuale | Con ampliamento |
|---|---|---|
| Numero Comuni | 11 | 18 (in caso di approvazione) |
| Superficie | oltre 5.000 ettari | circa 6.000 ettari |
Le parole del presidente
«Il prossimo anno il Parco dei Colli di Bergamo celebrerà il suo cinquantesimo anniversario. In questi cinque decenni ha dimostrato che tutela ambientale e sviluppo possono procedere insieme. Accanto alla conservazione del patrimonio naturale, il Parco è diventato un punto di riferimento per il territorio, per le scuole, per l’Università degli studi di Bergamo e per il sistema dei Parchi lombardi e nazionali. Il parere favorevole espresso oggi dalla Comunità del Parco rappresenta un risultato di grande valore e il riconoscimento del percorso costruito insieme alle amministrazioni locali».
Parole di Oscar Locatelli, presidente del Parco dei Colli di Bergamo, che legano il via libera odierno a un traguardo simbolico: il cinquantenario dell’ente.
Impatto locale e opportunità
L’ampliamento rafforzerebbe il ruolo del Parco tra le principali aree protette dell’area bergamasca, estendendo la tutela ambientale a territori collocati in uno dei contesti più urbanizzati della Lombardia. Per i residenti dei Comuni interessati, l’ingresso nel perimetro del Parco può significare maggiore attenzione alla gestione del verde pubblico e della rete ecologica, una cornice comune per la fruizione sostenibile di sentieri e aree naturali, oltre a possibili sinergie in progetti educativi e di valorizzazione del paesaggio già sperimentati con scuole e Università.
Dal punto di vista amministrativo, la presenza di un ente sovracomunale favorisce un coordinamento più stretto tra Comuni limitrofi su temi come pianificazione territoriale, manutenzione dei corridoi verdi e promozione turistica a basso impatto. In prospettiva, la crescita del Parco può contribuire a proteggere porzioni residuali di aree naturali e agricole, con benefici su qualità dell’aria, continuità paesaggistica e fruibilità quotidiana per i cittadini.
Iter istituzionale e prossime tappe
Con il voto della Comunità del Parco, si chiude la fase di competenza dell’ente. Il fascicolo passa ora a Regione Lombardia, chiamata a esprimersi con una legge regionale che, in caso di approvazione, aggiornerà i confini e formalizzerà l’ingresso dei nuovi territori. Si tratterebbe di un ampliamento definito di «portata storica», con il Parco che potrebbe passare da poco più di 5.000 a circa 6.000 ettari complessivi.
La scelta regionale avrà conseguenze operative per le amministrazioni coinvolte: adeguamento degli strumenti urbanistici alla nuova perimetrazione, coordinamento delle attività gestionali e attivazione dei percorsi partecipativi con cittadini e associazioni. L’ente parco, dal canto suo, consoliderebbe il proprio ruolo di riferimento per azioni di conservazione e di educazione ambientale a scala provinciale.
Un percorso condiviso
L’esito favorevole della Comunità del Parco arriva dopo anni di piccoli aggiustamenti della perimetrazione e rappresenta un punto di approdo per un lavoro congiunto con le amministrazioni locali. La prospettiva è quella di una governance più ampia e articolata, capace di intercettare le esigenze di una porzione crescente della cintura urbana bergamasca, bilanciando esigenze di tutela e fruizione.