Il verdetto in Piazza del Campo
La Nobile Contrada dell’Aquila ha conquistato il Palio di Siena del 2 luglio 2026, corso oggi dopo il rinvio per il maltempo. A guidare il rione di via del Casato al successo è stato il fantino Giovanni Atzeni, detto Tittia, in sella al cavallo Diodoro. La corsa, scattata con l’uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà alle 19:30, ha visto l’Aquila prendere il comando già alla prima curva di San Martino e mantenerlo fino al bandierino, nonostante il tentativo di rimonta della Civetta nell’ultimo giro.
Il Drappellone, opera dell’artista Ismaele Nones e dedicato alla Madonna di Provenzano con un intitolato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, è così finito nelle mani della Contrada giallo nero. Al termine della Carriera, come da tradizione, popolo, cavallo e fantino dell’Aquila hanno reso omaggio presso la Collegiata di Santa Maria in Provenzano.
L’omonimia che parla anche a L'Aquila
Per il pubblico abruzzese, e in particolare per i cittadini di L’Aquila, la notizia ha un’evidente risonanza per l’omonimia con il capoluogo. È bene ricordare che si tratta della Contrada dell’Aquila di Siena, realtà storica della città toscana, senza alcun legame istituzionale con L’Aquila. Resta tuttavia una curiosità che, in giornate come questa, avvicina idealmente due comunità diverse accomunate dal simbolo dell’aquila e da una forte identità civica.
Per i lettori del territorio aquilano, il risultato senese è un fatto di costume nazionale che incrocia la passione per le tradizioni storiche italiane, con un richiamo iconografico che non può passare inosservato. In un’estate densa di eventi, la vittoria della Contrada dell’Aquila si inserisce in quel calendario di riti collettivi che raccontano il Paese, tra storia, arte e sport popolare.
La corsa: dinamica e protagonisti
- Partenza: ingresso fra i canapi con rincorsa affidata all’Onda.
- Condotta di gara: l’Aquila scatta davanti e approda in testa a San Martino, poi gestisce fino al traguardo.
- Avversari principali: la Civetta prova a rientrare soprattutto nell’ultimo giro.
Tra i dati sportivi più rilevanti spiccano i numeri del fantino e del cavallo vincitori. Tittia, nato a Nagold (Germania) il 13 aprile 1985, arriva così alla sua dodicesima vittoria in Piazza del Campo. Diodoro, castrone baio di sette anni, centra la seconda affermazione su tre Palii corsi, confermando l’intesa con Atzeni già vista nella carriera del 3 luglio 2025.
| Dato | Vincitori Palio |
|---|---|
| Contrada | Aquila (Siena) |
| Fantino | Giovanni Atzeni "Tittia" |
| Cavallo | Diodoro |
| Ora uscita cavalli | 19:30 |
| Opera | Drappellone di Ismaele Nones |
Il contesto storico
Per la Contrada dell’Aquila, il successo arriva dopo l’ultima affermazione datata 3 luglio 1992, quando a trionfare furono Andrea Degortes, detto Aceto, e il cavallo Galleggiante. La nuova vittoria si aggiunge al palmarès storico del rione, in una delle corse più attese dalle contrade e dal pubblico nazionale. Il Palio, inizialmente previsto per ieri, è stato recuperato oggi dopo il deterioramento dell’anello di tufo causato dalla pioggia, ripristinato per consentire lo svolgimento in sicurezza.
La giornata conferma la centralità del Palio nel calendario delle tradizioni italiane: un evento che unisce arte, ritualità civile e agonismo. L’opera del Drappellone, i costumi storici e la sfilata del Drappello dei Carabinieri a cavallo completano un quadro che ogni anno richiama l’attenzione oltre i confini della Toscana.
Ordine ai canapi e note di gara
L’ordine ai canapi agli ordini del Mossiere Renato Bircolotti ha visto allineate, tra le altre, Oca, Bruco, Leocorno, Torre, Civetta, Drago, Aquila, Giraffa, Valdimontone, con Onda di rincorsa. La sequenza di mossa e la prontezza dell’Aquila al via hanno indirizzato l’esito, permettendo alla coppia Atzeni–Diodoro di imporre il proprio ritmo sin dal primo varco decisivo della pista.
Per gli appassionati abruzzesi, il dato sportivo rimane l’elemento centrale: continuità di rendimento del fantino, competitività del cavallo e gestione della corsa. Elementi che, pur appartenendo a una tradizione senese, dialogano con la cultura sportiva di chi, a L’Aquila e in provincia, segue con interesse le grandi classiche popolari italiane.