Il Cda di Mps ritiene insufficiente il premio proposto da Intesa
Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena ha formulato osservazioni critiche sull'offerta pubblica di acquisto (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo. Secondo la valutazione del board, il premio attribuito agli azionisti di Mps è inferiore ai livelli medi rilevati in operazioni comparabili nel settore bancario italiano.
In particolare, il Cda richiama due confronti di mercato riportati dagli advisor: un premio medio pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale del giorno precedente l'annuncio e circa il 41% rispetto al prezzo medio ponderato a un mese. Per Mps, invece, il corrispettivo offerto appare meno favorevole.
"Il premio offerto da Intesa Sanpaolo appare inferiore al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto o scambio comparabili nel settore bancario italiano"
Il documento del Monte ricorda che, sulla base dei prezzi ufficiali al 15 luglio, il corrispettivo proposto esprime uno sconto di circa 3,3% rispetto al prezzo di mercato dell'azione Mps. Tenendo conto del dividendo interim che Intesa intende distribuire a novembre, il Cda stima che lo sconto si amplierebbe a circa il 6,2% sul prezzo di Intesa aggiustato.
Valorizzazione complessiva e sinergie: le cifre citate
Intesa attribuisce a Mps una valorizzazione complessiva pari a circa 30,6 miliardi, che rispetto alla capitalizzazione di mercato precedente all'annuncio rappresenterebbe un differenziale di circa 3,4 miliardi. Tuttavia, per il Cda del Monte questa maggior valorizzazione coprirebbe solo una parte del valore delle sinergie prospettate dall'offerente e non terrebbe adeguatamente conto del cambio di controllo e di un eventuale break-up della banca.
| Voce | Valore riportato |
|---|---|
| Premio medio comparabile (prezzo ufficiale) | circa 30% |
| Premio medio comparabile (prezzo medio 1 mese) | circa 41% |
| Sconto rispetto al prezzo di mercato Mps (15 luglio) | circa 3,3% |
| Sconto considerando dividendo Intesa | circa 6,2% |
| Valorizzazione attribuita da Intesa | circa 30,6 miliardi |
| Differenziale rispetto alla capitalizzazione precedente | circa 3,4 miliardi |
Impatto territoriale e sul modello di banca
Nel pronunciamento il Cda esprime preoccupazioni che vanno oltre il mero confronto numerico. Rocca Salimbeni avverte che una possibile disaggregazione delle attività e la successiva allocazione tra soggetti diversi potrebbero determinare un indebolimento del modello di banca di prossimità, con effetti sulla capacità decisionale nei territori e sulla continuità delle relazioni con famiglie e piccole e medie imprese.
- Famiglie: il timore principale è per la riduzione della rete di prossimità e della consulenza locale, elementi che influenzano l'accesso al credito e il rapporto di fiducia con la clientela.
- Commercianti e Pmi: possibili cambiamenti nell'allocazione delle filiali e nelle politiche di credito potrebbero incidere sulla disponibilità e sui costi del finanziamento locale.
- Mercati finanziari: la definizione del prezzo dell'operazione e le valutazioni sulle sinergie influenzeranno la percezione degli investitori sul valore reale dell'operazione e sulla governance futura.
Prossimi passi e scenari
Il Cda ha dichiarato di aver esaminato le considerazioni presentate dagli advisor e di aver annunciato l'avvio di ulteriori valutazioni sull'Opas e sulla proposta di Piazza Meda. Il riferimento a possibili aperture su Banco Bpm segnala che il confronto potrà includere anche alternative industriali o valutazioni più ampie sull'assetto del credito in Italia.
Per le parti in causa la fase che segue sarà decisiva: il confronto sulle cifre, sulle sinergie dichiarate e sulle garanzie per la tenuta del modello territoriale di banca condurrà le decisioni che avranno conseguenze su azionisti, clienti e sull'ecosistema delle imprese locali. L'esito dell'istruttoria del Cda e le eventuali risposte dell'offerente saranno elementi determinanti per la prosecuzione dell'operazione e per il disegno finale del settore bancario italiano.