Un piano da 21 milioni per riattivare i negozi in metropolitana
La Giunta di Palazzo Marino ha dato il via libera a Milano Metro Retail, progetto messo a punto da ATM per riportare vitalità commerciale nei mezzanini della metropolitana e intervenire su alcune tra le stazioni più utilizzate. Oggi, secondo la delibera approvata, solo il 54% degli spazi risulta locato, con quasi la metà delle superfici che necessita adeguamenti agli impianti elettrici e lavori di ammodernamento. Il piano mobilita complessivamente 21 milioni di euro tra investimenti diretti e riqualificazioni mirate.
Chi investe e dove si interviene
ATM ha individuato Altarea Italia come partner specializzato per la gestione della rete commerciale lungo le linee M1, M2 e M3. L’azienda di trasporto pubblico prevede un impegno economico di 7,3 milioni di euro per l’assetto retail; il partner privato si farà carico di 13,8 milioni per lavori di riqualificazione nelle aree individuate.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Gestione rete commerciale (ATM) | 7,3 milioni € |
| Riqualificazione stazioni (partner) | 13,8 milioni € |
| Totale piano | 21 milioni € |
Gli interventi più consistenti riguarderanno nove stazioni considerate porte d’accesso alla città sotterranea e ad alta frequentazione da parte di milanesi e visitatori:
- Duomo
- Cairoli
- Lima
- San Babila
- Cadorna
- Porta Venezia
- Cordusio
- Gioia
- Wagner
Il partner, inoltre, si è impegnato a integrare gli interventi includendo anche stazioni più periferiche, con un riferimento esplicito a Lampugnano. Obiettivo dichiarato: rendere più attrattivi i corridoi commerciali sotterranei, migliorare la qualità degli impianti e aumentare l’occupazione degli spazi oggi chiusi.
Spazi sfitti e impianti da aggiornare: il nodo infrastrutturale
La fotografia fornita dagli atti mette in evidenza due criticità: tasso di sfitto elevato e infrastrutture obsolete. Circa il 48% delle superfici richiede interventi su impianti elettrici e adeguamenti strutturali, elementi che hanno frenato l’ingresso di nuovi operatori. La riqualificazione dovrebbe rimuovere barriere tecniche e di sicurezza, agevolando formule commerciali più solide e servizi utili agli utenti delle metropolitane.
Il potenziamento degli impianti e l’ammodernamento dei mezzanini hanno un impatto diretto sulla fruibilità delle stazioni: maggiore illuminazione, prese e quadri conformi, layout rinnovati permettono non solo l’apertura di nuovi esercizi, ma anche una gestione più efficiente e continuativa delle attività già presenti. In prospettiva, questo può tradursi in una presenza commerciale più stabile, con ricadute sul presidio degli spazi e sulla percezione di sicurezza.
Strategia commerciale: canoni in crescita e ricavi attesi
Il piano dell’operatore prevede un incremento dei canoni di locazione per i nuovi affidamenti, con l’obiettivo di selezionare soggetti dotati di maggiore capacità di investimento rispetto all’attuale scenario. Secondo le stime, il fatturato da locazioni potrebbe essere triplicato grazie alla nuova gestione e alla riqualificazione delle aree, puntando su brand e format in grado di sostenere durata e qualità dell’offerta.
«individuando soggetti con migliore capacità di investimento rispetto all’attuale realtà»
Per gli operatori già presenti, la delibera chiarisce due punti: i contratti in corso restano invariati e la maggioranza delle superfici in affitto (oltre l’80%) andrà a scadenza a partire dal 2034. Questo dovrebbe favorire un passaggio graduale al nuovo modello.
«una transizione estremamente graduale e diluita nel tempo»
Impatto per i viaggiatori e per i quartieri
Per chi utilizza ogni giorno le linee metropolitane, il rilancio dei mezzanini si traduce potenzialmente in più servizi a portata di mano: punti per la piccola ristorazione, edicole, parafarmacie, prodotti di prossimità e micro-servizi utili prima o dopo il viaggio. La concentrazione su nodi come Duomo, Cadorna o San Babila mira a migliorare l’esperienza dei flussi maggiori, mentre l’estensione verso stazioni meno centrali può contribuire a riequilibrare l’offerta lungo la rete.
Per i quartieri, l’apertura di nuove attività nei nodi di scambio significa un possibile effetto traino anche sul commercio di superficie, specie nelle aree adiacenti alle uscite. Il successo del piano dipenderà dalla capacità di correlare la ristrutturazione tecnica degli spazi a mix commerciali coerenti con i bisogni locali, evitando duplicazioni e deserti funzionali nelle ore non di punta.
Prossime tappe e punti di attenzione
Il via libera consente ad ATM e al partner di avviare il percorso di riqualificazione e riassegnazione degli spazi. Restano centrali alcuni aspetti: la gestione dei cantieri senza impattare sulla mobilità quotidiana, la selezione di operatori con piani solidi e la tutela della continuità dei servizi per gli utenti. L’indicazione di mantenere i rapporti esistenti fino alla naturale scadenza dei contratti contribuisce a evitare strappi, ma l’aumento dei canoni previsto per i futuri affidamenti richiederà un equilibrio tra sostenibilità dei conti pubblici e accessibilità per piccole e medie imprese interessate a rientrare nei mezzanini.
La scommessa è restituire ai corridoi sotterranei una funzione civica e commerciale insieme: spazi vivi, sicuri e utili a chi si muove in città, capaci di generare entrate per il sistema del trasporto pubblico e servizi per i cittadini. I numeri fissati dalla delibera offrono una base di partenza; l’impatto reale si misurerà con le serrande che torneranno ad alzarsi nelle stazioni chiave di Milano.