Provvedimento e ambito di applicazione
Il Comune di Milano ha adottato un'ordinanza rivolta ai soggetti che organizzano, gestiscono o assegnano prestazioni di consegna a domicilio tramite piattaforme digitali. Il provvedimento, in vigore da oggi e valido fino al 23 settembre, obbliga le piattaforme a ridurre o sospendere l'assegnazione delle consegne nell'intervallo orario compreso tra le 12:30 e le 16 nelle giornate di caldo estremo, ovvero nel periodo di massimo rischio per lavoratori in strada.
Le misure richieste alle piattaforme
Secondo quanto stabilito dall'ordinanza, le piattaforme dovranno mettere in campo strumenti tecnici e organizzativi per attuare la sospensione o il rallentamento dell'algoritmo di assegnazione delle consegne (ad esempio uno stop automatico). Inoltre è richiesta la comunicazione tempestiva ai collaboratori sui livelli di rischio giornaliero e l'adozione di misure che favoriscano lo svolgimento delle mansioni nelle ore più fresche.
- Disponibilità di acqua per i rider;
- istituzione di pause e aree ombreggiate o di ristoro nelle aree operative nelle giornate critiche;
- divieto di legare premi o bonus alla rapidità o al numero di consegne nelle fasce orarie a rischio.
Contesto normativo e rapporti con la Regione
Il provvedimento comunale estende espressamente alla categoria dei lavoratori delle piattaforme digitali quanto già previsto dall'ordinanza regionale emessa il 9 giugno. L'obiettivo dichiarato è colmare un vuoto di tutela per i cycle-fattorini esposti alle ondate di calore, considerato l'aumento di temperature e delle giornate afose.
Reazioni e nodo del reddito
La misura è stata letta dai sindacati come un passo importante per la sicurezza, ma solleva dubbi pratici legati alla sostenibilità economica del lavoro durante l'estate. Fonti sindacali riportano la preoccupazione dei rider circa la perdita di guadagni nelle ore sospese, che spesso coincidono con picchi di ordinazioni.
“Il diritto alla salute va tutelato, ma va coniugato con il diritto a continuare a lavorare”,
ha dichiarato Manuel Giovanati, segretario generale di Felsa Cisl Lombardia, denunciando inoltre l'assenza di una consultazione preventiva con il Comune:
“Non ho ricevuto alcuna richiesta di consultazione. Chiederemo sicuramente un incontro con il Comune per ragionare insieme”.
Impatto pratico per i milanesi
Per i cittadini la misura potrebbe tradursi in una minore disponibilità del servizio di consegna a domicilio nelle ore più calde, oppure in un riassetto degli orari di attività delle piattaforme verso mattina e sera. Per i rider, invece, l'ordinanza impone nuove protezioni ma apre la partita su integrazioni o forme di sostegno al reddito non previste dal testo comunale.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Validità | Da oggi al 23 settembre |
| Fascia oraria interessata | 12:30 - 16:00 |
| Misure principali | Stop o rallentamento algoritmo; acqua; pause; aree ombreggiate; divieto di bonus legati a rapidità |
Prossimi passi
Il Comune indica obblighi per le piattaforme ma non prevede nel testo forme di indennizzo o misure economiche per compensare i lavoratori nell'intervallo sospeso; sarà quindi il confronto tra istituzioni, rappresentanze sindacali e operatori privati a definire eventuali strumenti di sostegno o accordi collettivi. A Milano la questione incrocia salute pubblica, regolazione del lavoro digitale e organizzazione dei servizi urbani, e nelle prossime settimane la discussione sul campo determinerà gli effetti concreti per lavoratori e utenti.
Impatti chiave: tutela della salute dei rider; possibile riduzione del servizio nelle ore centrali; necessità di negoziazioni per garanzie sul reddito.